Dal 1 agosto 2012 in tutta la regione Lombardia scatta l'obbligo della termoregolazione. Il Consiglio regionale ha infatti approvato una norma, contenuta all'interno del Collegato Ordinamentale, che prevede l'obbligo di termoregolazione degli ambienti e di contabilizzazione autonoma del calore nei condomini di tutto il territorio regionale, anche per gli impianti esistenti.

Questo provvedimento recepisce la misure antismog annunciate lo scorso ottobre dal presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni e dall'assessore all'Ambiente, Energia e Reti Marcello Raimondi, per ridurre gli sprechi nel riscaldamento domestico, una delle cause principali dell'inquinamento atmosferico, soprattutto nei grandi centri abitati.
"Si tratta di una vera e propria rivoluzione- spiega Raimondi - simile a quella attuata con la rottamazione dei veicoli più inquinanti. Puntiamo infatti a cambiare radicalmente il modo in cui le famiglie riscaldano le proprie case, senza abbassare minimamente la loro qualità di vita. Semplicemente, si spreca fino al 70 per cento del calore prodotto per un'abitazione con impianto condominale. Questo è inaccettabile non solo in termini economici, ma anche in termini ambientali e di lotta allo smog. La nostra misura comporterà un notevole risparmio per ciascuna famiglia, e notevoli vantaggi ambientali".
La norma prevede che, a partire dal 1 agosto 2012 per le caldaie di maggiore potenza e vetustà, e - a seguire - per tutte le altre, sia esteso l'obbligo di installazione dei sistemi di termoregolazione e di contabilizzazione autonoma del calore per tutti gli impianti al servizio di più unità immobiliari, anche se già esistenti.
"I dati ci dicono che le misure strutturali portano dei benefici sulla qualità dell'aria - conclude Raimondi - tanto che nel corso degli anni il livello di inquinamento si è via via abbassato...".
Nel frattempo Regione Lombardia trae dal suo bilancio 2 milioni di euro da destinare a Comuni e Province come contributo straordinario per incrementare i controlli sui veicoli e sugli impianti di riscaldamento.
"L'obiettivo - ha spiegato il presidente Roberto Formigoni, in una conferenza stampa con l'assessore all'Ambiente, Energia e Reti Marcello Raimondi - è quello di triplicare i controlli su strada portandoli dagli attuali 40/50.000 all'anno a 120/150.000 entro il mese di aprile". "Inoltre - ha proseguito Formigoni - la Regione intensificherà la sorveglianza sui Comuni e le Province, cui compete il controllo sugli impianti di riscaldamento. Ahimè, pochi Comuni hanno sinora adempiuto all'obbligo, e devo registrare che il numero delle Province è tendente a zero" (il controllo spetta ai Comuni che hanno più di 40.000 abitanti e alle Province per i Comuni di popolazione inferiore).
Ma il contributo della Regione per favorire l'abbattimento delle polveri sottili comprende anche l'estensione, dopo una prima fase sperimentale, della Mobility Card dall'area di Milano a tutta la zona critica A1.
Formigoni ha aperto anche un nuovo fronte: quello della mobilità casa-azienda e per questo, con un'iniziativa inedita in Italia, ha convocato la prima convention dei Mobility manager attivi in Lombardia. E al Governo rilancia - in linea con l'Unione europea - la sollecitazione a varare un Piano nazionale sull'aria, da tempo atteso e finora mancante.
Quelli annunciati oggi sono interventi che si aggiungo alla serie molto nutrita di misure strutturali già in vigore e previsti dalla legge regionale sull'aria. Come ha ricordato l'assessore Raimondi, "Le misure messe in atto da Regione Lombardia sono le più severe in Italia e fra le più rigide in Europa. Non è certo un caso che il commissario europeo Potocnik abbia detto che la situazione sia 'in lento miglioramento'. I nostri provvedimenti strutturali stanno funzionando". Dai dati elaborati emerge che diverse città europee, tutte geograficamente meglio posizionate rispetto a Milano per quanto riguarda la dispersione degli inquinanti, stiano superando il limite di 50 microgrammi di Pm10 per metro cubo. A Innsbruck ieri erano 94, a Grenoble e Monaco di Baviera 100, a Madrid 92, a Zurigo 90 e a Siviglia 85.
I divieti in vigore in Lombardia
Dal 15 ottobre vige il divieto di circolazione per 12 ore al giorno (7.30/19.30 dal lunedì al venerdì) dei veicoli a benzina e diesel euro 0 e diesel euro 1 e 2 e il fermo progressivo, con modalità differenti a seconda della zona, dei ciclomotori e motoveicoli euro 0 a 2 tempi. Permangono anche le limitazioni all'uso della legna nei Comuni sotto i 300 m s.l.m, (che contribuisce al 10 per cento dell'inquinamento in Lombardia), i divieti di combustione delle biomasse all'aperto e il divieto dell'uso dell'olio combustibile nei riscaldamenti civili".
Le nuove misure
CONTROLLI - Regione Lombardia ha stanziato ulteriori 2 milioni di euro per raddoppiare il contributo che riconosce all'Ente sul singolo controllo. L'obiettivo è che possano dunque aumentare notevolmente i Comuni che hanno aderito con questo obiettivo al Protocollo varato negli scorsi anni.
POTENZIAMENTO DELLA MOBILITY CARD - lanciata lo scorso anno, prevede un contributo di 3.000 euro da spendere in servizi di mobilità sostenibile (mezzi pubblici, treni, car sharing, taxi, ecc) per chi rottama la vecchia auto inquinante e si impegna per tre anni a non acquistarne una nuova. Da oggi possono richiederla anche tutti coloro che risiedono nella zona critica A1 e non più nella sola Milano. Particolare attenzione sarà riservata alle fasce economicamente più deboli.
MEETING DEI MOBILITY MANAGER - venerdì 11 febbraio si riuniranno dunque in Regione gli esperti aziendali di mobilità sostenibile: si stima siano circa 300 in Lombardia. Sono quelle figure presenti in ogni Ente con oltre 800 dipendenti e nelle aziende con almeno 300. L'obiettivo è di condividere con loro forme di mobilità alternativa a partire dal percorso casa/lavoro, che contribuisce per il 50 per cento al traffico.
COMPORTAMENTI VIRTUOSI - Anche semplici gesti quotidiani, come far attenzione a non eccedere con la temperatura interna, possono favorire la diminuzione delle concentrazioni di Pm10. Per questo il presidente Formigoni ha invitato a "rispettare la temperatura massima prevista per legge negli edifici privati (19/20 gradi) e a limitare o abolire i mezzi privati soprattutto nei giorni di difficoltà, sfruttando invece i servizi pubblici".
Altri dettagli sulle misure
CALDAIE DOMESTICHE: BOLLINO BLU E CERTIFICAZIONI CONTROLLATE - Tre gli interventi in questa direzione:
a) Bollino Blu - A partire dal 1 gennaio 2012 ed entro il 31 luglio 2014, ogni caldaia installata in Lombardia dovrà essere dotata di un Bollino Blu, una sorta di targa con un codice che identifica l'impianto. Il Bollino blu, apposto dai manutentori che eseguono i controlli periodici, impedisce cioè che vi siano impianti non identificati e quindi non controllati e manutenuti. Per l'attuazione di questa misura si stanno sviluppando accordi anche con le associazioni degli artigiani.
b) Termoregolazione - Dal 1 agosto 2012 in tutta la regione scatta l'obbligo della termoregolazione e contabilizzazione autonoma del calore nei condomini per gli impianti superiori a 350 Kw (supercondomini che hanno più di 20 appartamenti), installati prima del 1997. Dall'anno successivo toccherà agli impianti con potenza superiore a 116,4 kW (pari a condomini fino a 20 unità) e installati prima del 1998; infine, dal 1/8/2014 per le singole unità abitative e piccoli condomini.
c) Certificazione Energetica Degli Edifici - Dal 1 gennaio 2012, viene introdotto l'obbligo di esporre sugli annunci commerciali la classe energetica dell'appartamento messo in vendita o in affitto, garantendo a chi acquista di conoscere il livello di risparmio energetico dell'immobile. La Lombardia è la prima regione in Italia ad aver approvato una norma del genere. Inoltre la Giunta lombarda ha approvato i criteri per eseguire i controlli di regolarità sulle certificazioni, evitando il rischio di attestati eseguiti in maniera impropria e tutelando, allo stesso tempo, i certificatori più qualificati e il proprietario dell'immobile.
POMPE DI CALORE - Regione Lombardia finanzia con oltre 19 milioni di euro 120 progetti di Enti locali che vogliono realizzare, o lo hanno già fatto, impianti di riscaldamento e/o raffrescamento tramite pompe di calore. In questo modo diminuisce la dipendenza dal combustibile fossile e vengono valorizzate le risorse energetiche rinnovabili localmente disponibili. Allo stesso tempo, tramite la riduzione di emissioni clima-alteranti, si contribuisce al miglioramento delle condizioni ambientali. I progetti approvati dovranno essere realizzati e validati entro il 31/12/2013. I contributi, interamente a fondo perduto, coprono fino all'80% del costo totale ammissibile, per un ammontare massimo di 500.000 euro per ogni soggetto. Si stima che la realizzazione di questi progetti comporterà un risparmio energetico di circa 2.000 tonnellate equivalenti per anno di petrolio e una mancata emissione di circa 4.500 tonnellate/anno di CO2.
LABORATORIO DI GEOTERMIA - Regione Lombardia finanzia con 4,2 milioni di euro la realizzazione di un laboratorio - primo in Italia - che misuri e certifichi il livello di efficienza delle pompe di calore (elettriche o a gas) e dei pannelli solari, utilizzati per il riscaldamento ed il raffrescamento. Sarà così possibile avere un calcolo esatto della produzione di energia da fonti rinnovabili.