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Gas: dal contatore agli utilizzi

di: Marco Traiano fonte: 'TIS - Il corriere Termoidrosanitario' n.267 Gennaio 2011 - pagina 18-21
Gas: dal contatore agli utilizzi
07.02.2011
L’attività di redazione delle norme tecniche, necessarie alla realizzazione degli impianti, è stata sempre in costante aggiornamento, ma mai come in questo ultimo decennio è stata cosi “esasperata” e... continuamente in evoluzione.
La realizzazione di un impianto del gas alla regola dell’arte è un’attività che richiede un’adeguata preparazione tecnica degli operatori coinvolti, siano essi i progettisti o gli installatori.


L’evoluzione del corpo normativo, in particolare il forte sviluppo dell’ultimo decennio, è stato determinato da una serie di fattori concorrenti.

Un esempio è la tendenza acquisita dal settore dell’impiantistica civile, con un orientamento sempre più spinto verso l’installazione di caldaie ad alto rendimento. Da un po’ di anni si è verificata una grande diffusione delle caldaie a condensazione, con un aumento delle installazioni per gli impianti centralizzati, ma con una forte propensione all’installazione nella singola unità abitativa. In particolare, nella realizzazione di impianti nuovi, l’installazione di queste caldaie è ormai uno standard, ma l’applicazione si estende anche alla sostituzione di apparecchi esistenti o nelle ristrutturazioni.
Tutto questo ha spinto a redigere nuove norme tecniche per regolamentarne l’installazione, ad esempio l’Uni Cig 11071 Impianti a gas per uso domestico asserviti ad apparecchi a condensazione e affini – Criteri per la progettazione, l’installazione, la messa in servizio e la manutenzione, realizzata nel 2003 e pubblicata in Gazzetta Ufficiale nell’aprile 2006.
L’installazione diffusa di apparecchi a condensazione ha indotto un aggiornamento o la realizzazione di norme tecniche per camini, canne fumarie e loro componenti, riferite ai diversi ambiti: costruzione, progetto ed installazione, coinvolgendo così il mondo dei costruttori, degli installatori e dei progettisti. Le norme riguardanti i materiali plastici e gli acciai resistenti alle aggressioni acide delle condense hanno avuto una rapida evoluzione.

L’Uni En 14471 Camini - Sistemi di camini con condotti interni di plastica - Requisiti e metodi di prova, oppure le norme Uni En 1856-1 Camini - Requisiti per camini metallici - Parte 1: Prodotti per sistemi camino e Parte 2: Condotti interni e canali da fumo metallici, sono un esempio per la costruzione di sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione realizzati con componenti in materiale plastico e metallico.

Per la progettazione, alle ormai note Uni 10640 e 10641 si aggiungono le recenti Uni En 13384-1 Camini - Metodi di calcolo termico e fluido dinamico - Parte 1: Camini asserviti a un unico apparecchio da riscaldamento e Parte 2: Camini asserviti a più apparecchi da riscaldamento e per continuare l’elenco l’Uni En 15287-1 Camini - Progettazione, installazione e messa in servizio dei camini - Parte 1: Camini per apparecchi di riscaldamento a tenuta non stagna.

È importante precisare che “l’evoluzione” del settore impiantistico verso le caldaie ad alto rendimento, è stata fortemente condizionata dalla necessità di perseguire una razionalizzazione delle risorse, finalizzate al risparmio energetico, aspetto sempre più presente in questi ultimi anni e che ha determinato anche per questo settore modifiche a leggi e norme tecniche.

La sostituzione degli apparecchi termici esistenti con altri che utilizzano differenti tecnologie, ha reso necessario dedicare maggiore attenzione ad altri componenti dell’impianto termico, come le canne fumarie e i camini. Un’ulteriore conseguenza, oltre all’installazione di sistemi fumari realizzati con nuovi materiali, è stata la diffusione dell’intubamento di camini o canne fumarie esistenti. Questa soluzione impiantistica era ampiamente utilizzata ancora prima della introduzione delle caldaie a condensazione; la semplice sostituzione di un apparecchio di differente potenzialità o l’impiego di apparecchi con differente tecnologia come quelli a tiraggio forzato, richiedevano un condotto fumario di dimensioni più contenute e con particolari caratteristiche tecniche. La norma Uni 10845 - Impianti a gas per uso domestico - Sistemi per l’evacuazione dei prodotti della combustione asserviti ad apparecchi alimentati a gas - Criteri di verifica, risanamento, ristrutturazione e intubamento, realizzata nel febbraio 2000, regolamenta la tecnica di installazione molto diffusa alla fine degli anni 90. La norma, pubblicata in GU nell’aprile 2004, è ancora attuale anche se è prevista una revisione del testo presso il Cig (Comitato Italiano Gas).

Un’altra importante e recente norma è l’Uni En 1443 Camini – Requisiti Generali, utile per la scelta dei componenti dei sistemi fumari.

L’ingresso nel mercato di nuovi materiali, sconosciuti o poco utilizzati è stato un’altro dei motivi che ha indotto il normatore a redigere nuove regole di installazione. L’Uni Ts 11147 – Impianti di adduzione gas per usi domestici e similari alimentati da rete di distribuzione, da bombole e serbatoi fissi di GPL, realizzati con sistemi di giunzione a raccordi a pressare per tubi metallici – Progettazione, installazione e manutenzione; pubblicata nel 2005 e revisionata nel 2008 è un esempio. Altre due recenti specifiche tecniche emanate nel dicembre 2009 rivolte ai nuovi materiali sono: l’Uni Ts 11340 – Impianti di adduzione gas realizzati con sistemi di tubi semirigidi corrugati di acciaio inossidabile rivestito (Csst) e loro componenti e l’Uni Ts 11343 – Impianti di adduzione gas per usi domestici alimentati da rete di distribuzione, da bidoni e serbatoi fissi di Gpl, realizzati con sistemi di tubazioni multistrato metallo-plastici.

Vediamo un ultimo aspetto che giustifica la necessità dell’aggiornamento delle norme.

Negli anni, l’impianto del gas ha subito un’evoluzione; l’impianto interno si è progressivamente “esteso” dall’appartamento verso il perimetro di proprietà dell’immobile. Tutto questo ha imposto modifiche e adeguamenti nelle norme tecniche per il progetto e la posa degli impianti, in particolare per le linee di distribuzione dell’impianto interno che dal contatore, oggi posto in recinzione, per raggiungere le utenze, diventano sempre più lunghe. Questo problema è stato superato con l’utilizzo di tubazioni in polietilene, abbattendo i costi rispetto alla realizzazione con tubazioni metalliche. Ciò ha richiesto la redazione di nuove norme prima inesistenti.

Sono state modificate le modalità di posa, utilizzando tecniche prima vietate e regolamentandole in modo da garantirne l’assoluta efficacia e sicurezza. Per esempio, l’utilizzo delle canaline sulle pareti perimetrali esterne, l’attraversamento dei tubi in polietilene degli androni, il passaggio dei tubi del gas all’interno di parti comuni dell’edificio multifamiliare. Queste novità sono contenute nella nuova versione dell’Uni 7129. Presso il Cig sono in revisione alcune norme tecniche per la realizzazione e l’installazione di impianti di distribuzione del gas. L’attività di questo ente, federato all’Uni e da questa incaricato per la redazione, modifica e revisione di norme tecniche, è sempre molto attiva.

Per la costruzione degli impianti a gas esistono una molteplicità di norme tecniche, suddivise in norme di progettazione con dettagli sulle modalità di installazione, quelle dedicate a materiali specifici o apparecchi, quelle per i controlli che verificano lo stato dell’impianto ma anche l’efficienza dei suoi componenti (tab. 1). Il settore delle norme tecniche è mosso da un grande volano, sospinto dall’innovazione tecnologica e dalla razionalizzazione energetica che determina un costante aggiornamento del corpo normativo.

L’importanza delle norme


L’importanza delle norme tecniche è evidente, così come il loro adeguamento alle tecniche d’installazione, all’impiego di nuovi materiali, alla progettazione dell’impianto. Ma esiste un altro aspetto che ne sottolinea importanza ed efficacia.

L’utilizzo e il rispetto delle loro prescrizioni assicura il rispetto della regola dell’arte e tutela l’operatore sotto il profilo delle responsabilità civili/amministrative.

L’art. 1 della Legge 6/12/1971, n. 1083 - Norme di sicurezza per l’impiego di gas combustibili, a tutt’oggi in vigore, cita: “tutti i materiali, gli apparecchi, le installazioni e gli impianti alimentati con gas combustibile per uso domestico ed usi similari devono essere realizzati secondo le regole specifiche della buona tecnica, per la salvaguardia della sicurezza”. La stessa legge, nell’art 3, indica che gli impianti realizzati secondo le norme specifiche per la sicurezza, pubblicate dall’Uni in tabelle con denominazione Uni – Cig, si considerano effettuati secondo le regole della buona tecnica per la sicurezza.

Pur essendoci limitati al settore impiantistico domestico, per capire l’importanza dell’estensione del corpo normativo, basti pensare che tutte le norme finora citate sono richiamate nella norma fondamentale per la progettazione e la posa in opera di impianti domestici e similari alimentati da rete di distribuzione, l’Uni 7129/08. Rispetto alle precedenti versioni la norma è completamente rinnovata, è suddivisa in quattro parti e contiene innovazioni tecniche e impiantistiche di notevole entità.

Se andiamo oltre il tema dell’articolo, ovvero gli impianti civili, esistono altri “universi” riferiti ai diversi settori dell’impiantistica gas rivolti, ad esempio, alle centrali termiche, alle grandi cucine, agli impianti pre-contatore, agli impianti produttivi. Inoltre, l’alimentazione a GPL degli impianti gas prevede un proprio quadro normativo di riferimento che spesso si integra a quello per il gas naturale.

Bisogna, inoltre, considerare che la grande quantità di norme tecniche redatte in questi ultimi tre anni ha avuto un preciso significato, completare il quadro normativo di riferimento in modo preciso e puntuale. Ciò a reso disponibile, per tutti gli operatori coinvolti, gli strumenti necessari per operare in sinergia con il normatore, al fine di garantire sicurezza e incolumità per tutta la filiera del gas e, in particolare, per l’utilizzatore finale.

Regolamentare l’attività di progettisti e installatori


Non sono solo le norme il riferimento per progettisti e installatori, ma sono soprattutto le leggi dello Stato a regolamentare la loro attività e quella anche delle istituzioni preposte ai controlli. Chi non ricorda le prescrizioni della L. 46/90, chi non conosce l’attuale DM 37/08 che sostituendosi alla legge citata, pur con le vicissitudini passate, rappresenta il risultato del lavoro compiuto dal competente Ministero per procedere al riordino delle disposizioni in materia di attività d’installazione degli impianti all’interno degli edifici, dando così atto ai contenuti della Legge 248 del 2/12/2005.

Non possiamo dimenticare il ruolo dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas (Aeeg), che per il settore del gas combustibile distribuito con rete canalizzata, con l’emanazione della Delibera 40/04 ”Adozione del regolamento delle attività di accertamento della sicurezza degli impianti di utenza a gas”, ha definito una sequenza organizzativa per l’applicazione della legge. In particolare, ha disposto con precisione ruoli e attività dei singoli attori coinvolti quali progettisti e installatori, ma soprattutto committenti, aziende del gas ed enti di controllo. La 40/04 è prossima a un’ulteriore revisione finalizzata a semplificare il quadro regolatorio in relazione alle innovazioni legislative in materia di attività di installazione degli impianti all’interno degli edifici. Nell’attesa, l’Aeeg ha “sostituito” i modelli F - G - H ed I, necessari all’attivazione della fornitura, con un unico allegato, denominato A.

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