L’attività di redazione delle norme
tecniche, necessarie alla realizzazione degli impianti, è stata sempre
in costante aggiornamento, ma mai come in questo ultimo decennio è stata
cosi “esasperata” e... continuamente in evoluzione.
La realizzazione di un impianto del gas alla regola dell’arte è
un’attività che richiede un’adeguata preparazione tecnica degli
operatori coinvolti, siano essi i progettisti o gli installatori.
L’evoluzione del corpo normativo, in particolare il forte sviluppo
dell’ultimo decennio, è stato determinato da una serie di fattori
concorrenti.
Un esempio è la tendenza acquisita dal settore dell’impiantistica civile,
con un orientamento sempre più spinto verso l’installazione di caldaie
ad alto rendimento. Da un po’ di anni si è verificata una grande
diffusione delle caldaie a condensazione, con un aumento delle
installazioni per gli impianti centralizzati, ma con una forte
propensione all’installazione nella singola unità abitativa. In
particolare, nella realizzazione di impianti nuovi, l’installazione di
queste caldaie è ormai uno standard, ma l’applicazione si estende anche
alla sostituzione di apparecchi esistenti o nelle ristrutturazioni.
Tutto questo ha spinto a redigere nuove norme tecniche per regolamentarne l’installazione, ad esempio l’Uni Cig 11071 Impianti a gas per uso domestico asserviti
ad apparecchi a condensazione e affini – Criteri per la progettazione,
l’installazione, la messa in servizio e la manutenzione, realizzata nel
2003 e pubblicata in Gazzetta Ufficiale nell’aprile 2006.
L’installazione diffusa di apparecchi a condensazione ha indotto un aggiornamento o la realizzazione di norme tecniche per camini, canne fumarie e loro componenti,
riferite ai diversi ambiti: costruzione, progetto ed installazione,
coinvolgendo così il mondo dei costruttori, degli installatori e dei
progettisti. Le norme riguardanti i materiali plastici e gli acciai
resistenti alle aggressioni acide delle condense hanno avuto una rapida
evoluzione.
L’Uni En 14471 Camini - Sistemi di camini con condotti interni di
plastica - Requisiti e metodi di prova, oppure le norme Uni En 1856-1
Camini - Requisiti per camini metallici - Parte 1: Prodotti per sistemi
camino e Parte 2: Condotti interni e canali da fumo metallici, sono un
esempio per la costruzione di sistemi di evacuazione dei prodotti della
combustione realizzati con componenti in materiale plastico e metallico.
Per la progettazione, alle ormai note Uni 10640 e 10641 si aggiungono le recenti Uni En 13384-1
Camini - Metodi di calcolo termico e fluido dinamico - Parte 1: Camini
asserviti a un unico apparecchio da riscaldamento e Parte 2: Camini
asserviti a più apparecchi da riscaldamento e per continuare l’elenco
l’Uni En 15287-1 Camini - Progettazione, installazione e messa in
servizio dei camini - Parte 1: Camini per apparecchi di riscaldamento a
tenuta non stagna.
È importante precisare che “l’evoluzione” del settore impiantistico
verso le caldaie ad alto rendimento, è stata fortemente condizionata
dalla necessità di perseguire una razionalizzazione delle risorse,
finalizzate al risparmio energetico, aspetto sempre più presente in
questi ultimi anni e che ha determinato anche per questo settore
modifiche a leggi e norme tecniche.
La sostituzione degli apparecchi termici esistenti con altri che
utilizzano differenti tecnologie, ha reso necessario dedicare maggiore
attenzione ad altri componenti dell’impianto termico, come le canne
fumarie e i camini. Un’ulteriore conseguenza, oltre all’installazione di
sistemi fumari realizzati con nuovi materiali, è stata la diffusione
dell’intubamento di camini o canne fumarie esistenti. Questa soluzione
impiantistica era ampiamente utilizzata ancora prima della introduzione
delle caldaie a condensazione; la semplice sostituzione di un
apparecchio di differente potenzialità o l’impiego di apparecchi con
differente tecnologia come quelli a tiraggio forzato, richiedevano un
condotto fumario di dimensioni più contenute e con particolari
caratteristiche tecniche. La norma Uni 10845 - Impianti a gas per uso
domestico - Sistemi per l’evacuazione dei prodotti della combustione
asserviti ad apparecchi alimentati a gas - Criteri di verifica,
risanamento, ristrutturazione e intubamento, realizzata nel febbraio
2000, regolamenta la tecnica di installazione molto diffusa alla fine
degli anni 90. La norma, pubblicata in GU nell’aprile 2004, è ancora
attuale anche se è prevista una revisione del testo presso il Cig
(Comitato Italiano Gas).
Un’altra importante e recente norma è l’Uni En 1443 Camini – Requisiti Generali, utile per la scelta dei componenti dei sistemi fumari.
L’ingresso nel mercato di nuovi materiali, sconosciuti o poco utilizzati
è stato un’altro dei motivi che ha indotto il normatore a redigere
nuove regole di installazione. L’Uni Ts 11147 – Impianti di adduzione
gas per usi domestici e similari alimentati da rete di distribuzione, da
bombole e serbatoi fissi di GPL, realizzati con sistemi di giunzione a
raccordi a pressare per tubi metallici – Progettazione, installazione e
manutenzione; pubblicata nel 2005 e revisionata nel 2008 è un esempio.
Altre due recenti specifiche tecniche emanate nel dicembre 2009 rivolte
ai nuovi materiali sono: l’Uni Ts 11340 – Impianti di adduzione gas
realizzati con sistemi di tubi semirigidi corrugati di acciaio
inossidabile rivestito (Csst) e loro componenti e l’Uni Ts 11343 –
Impianti di adduzione gas per usi domestici alimentati da rete di
distribuzione, da bidoni e serbatoi fissi di Gpl, realizzati con sistemi
di tubazioni multistrato metallo-plastici.
Vediamo un ultimo aspetto che giustifica la necessità dell’aggiornamento delle norme.
Negli anni, l’impianto del gas ha subito un’evoluzione;
l’impianto interno si è progressivamente “esteso” dall’appartamento
verso il perimetro di proprietà dell’immobile. Tutto questo ha imposto
modifiche e adeguamenti nelle norme tecniche per il progetto e la posa
degli impianti, in particolare per le linee di distribuzione dell’impianto interno che dal contatore,
oggi posto in recinzione, per raggiungere le utenze, diventano sempre
più lunghe. Questo problema è stato superato con l’utilizzo di tubazioni
in polietilene, abbattendo i costi rispetto alla realizzazione con
tubazioni metalliche. Ciò ha richiesto la redazione di nuove norme prima
inesistenti.
Sono state modificate le modalità di posa, utilizzando tecniche prima
vietate e regolamentandole in modo da garantirne l’assoluta efficacia e
sicurezza. Per esempio, l’utilizzo delle canaline sulle pareti
perimetrali esterne, l’attraversamento dei tubi in polietilene degli
androni, il passaggio dei tubi del gas all’interno di parti comuni
dell’edificio multifamiliare. Queste novità sono contenute nella nuova
versione dell’Uni 7129. Presso il Cig sono in revisione alcune norme
tecniche per la realizzazione e l’installazione di impianti di
distribuzione del gas. L’attività di questo ente, federato all’Uni e da
questa incaricato per la redazione, modifica e revisione di norme
tecniche, è sempre molto attiva.
Per la costruzione degli impianti a gas esistono una molteplicità
di norme tecniche, suddivise in norme di progettazione con dettagli
sulle modalità di installazione, quelle dedicate a materiali specifici o
apparecchi, quelle per i controlli che verificano lo stato
dell’impianto ma anche l’efficienza dei suoi componenti (tab. 1). Il
settore delle norme tecniche è mosso da un grande volano, sospinto
dall’innovazione tecnologica e dalla razionalizzazione energetica che
determina un costante aggiornamento del corpo normativo.
L’importanza delle norme
L’importanza delle norme tecniche è evidente, così come il loro
adeguamento alle tecniche d’installazione, all’impiego di nuovi
materiali, alla progettazione dell’impianto. Ma esiste un altro aspetto
che ne sottolinea importanza ed efficacia.
L’utilizzo e il rispetto delle loro prescrizioni assicura il rispetto
della regola dell’arte e tutela l’operatore sotto il profilo delle
responsabilità civili/amministrative.
L’art. 1 della Legge 6/12/1971, n. 1083 - Norme di sicurezza per
l’impiego di gas combustibili, a tutt’oggi in vigore, cita: “tutti i
materiali, gli apparecchi, le installazioni e gli impianti alimentati
con gas combustibile per uso domestico ed usi similari devono essere
realizzati secondo le regole specifiche della buona tecnica, per la
salvaguardia della sicurezza”. La stessa legge, nell’art 3, indica che
gli impianti realizzati secondo le norme specifiche per la sicurezza,
pubblicate dall’Uni in tabelle con denominazione Uni – Cig, si
considerano effettuati secondo le regole della buona tecnica per la
sicurezza.
Pur essendoci limitati al settore impiantistico domestico, per capire
l’importanza dell’estensione del corpo normativo, basti pensare che
tutte le norme finora citate sono richiamate nella norma fondamentale
per la progettazione e la posa in opera di impianti domestici e similari
alimentati da rete di distribuzione, l’Uni 7129/08. Rispetto alle
precedenti versioni la norma è completamente rinnovata, è suddivisa in
quattro parti e contiene innovazioni tecniche e impiantistiche di
notevole entità.
Se andiamo oltre il tema dell’articolo, ovvero gli impianti civili,
esistono altri “universi” riferiti ai diversi settori dell’impiantistica
gas rivolti, ad esempio, alle centrali termiche, alle grandi cucine,
agli impianti pre-contatore, agli impianti produttivi. Inoltre,
l’alimentazione a GPL degli impianti gas prevede un proprio quadro
normativo di riferimento che spesso si integra a quello per il gas
naturale.
Bisogna, inoltre, considerare che la grande quantità di norme tecniche
redatte in questi ultimi tre anni ha avuto un preciso significato,
completare il quadro normativo di riferimento in modo preciso e
puntuale. Ciò a reso disponibile, per tutti gli operatori coinvolti, gli
strumenti necessari per operare in sinergia con il normatore, al fine
di garantire sicurezza e incolumità per tutta la filiera del gas e, in
particolare, per l’utilizzatore finale.
Regolamentare l’attività di progettisti e installatori
Non sono solo le norme il riferimento per progettisti e installatori, ma
sono soprattutto le leggi dello Stato a regolamentare la loro attività e
quella anche delle istituzioni preposte ai controlli. Chi non ricorda
le prescrizioni della L. 46/90, chi non conosce l’attuale DM 37/08 che
sostituendosi alla legge citata, pur con le vicissitudini passate,
rappresenta il risultato del lavoro compiuto dal competente Ministero
per procedere al riordino delle disposizioni in materia di attività
d’installazione degli impianti all’interno degli edifici, dando così
atto ai contenuti della Legge 248 del 2/12/2005.
Non possiamo dimenticare il ruolo dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas (Aeeg),
che per il settore del gas combustibile distribuito con rete
canalizzata, con l’emanazione della Delibera 40/04 ”Adozione del
regolamento delle attività di accertamento della sicurezza degli
impianti di utenza a gas”, ha definito una sequenza organizzativa per
l’applicazione della legge. In particolare, ha disposto con precisione
ruoli e attività dei singoli attori coinvolti quali progettisti e
installatori, ma soprattutto committenti, aziende del gas ed enti di
controllo. La 40/04 è prossima a un’ulteriore revisione finalizzata a
semplificare il quadro regolatorio in relazione alle innovazioni
legislative in materia di attività di installazione degli impianti
all’interno degli edifici. Nell’attesa, l’Aeeg ha “sostituito” i modelli
F - G - H ed I, necessari all’attivazione della fornitura, con un unico
allegato, denominato A.
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