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Settore idrotermosanitario: l'anno che ci aspetta

Settore idrotermosanitario: l'anno che ci aspetta inserito il: 22.02.2010
di Redazione
tratto da 'Infoimpianti'


I dati congiunturali di pre-consuntivo 2009 e previsioni 2010 del comparto della meccanica varia elaborati dall’Ufficio Studi di Anima evidenziano – dopo quindici mesi di crisi a livello mondiale – un calo produttivo consistente ma contenuto in confronto ad altri settori.

La produzione industriale 2009 ha subito un forte decremento (-14%), in gran parte legato alla contrazione dell’export (-16,2%), settore tradizionalmente trainante della meccanica varia italiana, accentuato anche dal concomitante aumento della concorrenza da parte dei Paesi emergenti. La flessione degli investimenti è stata altrettanto significativa (-12,8%), anche in considerazione della stretta creditizia.
Le previsioni indicano una produzione sostanzialmente stabile nel 2010 (-0,4%), così come le esportazioni (+0,2%). Il trend negativo degli investimenti dovrebbe continuare (-2,1%), seppur ridimensionato; l’incertezza diffusa del periodo e la mancanza di liquidità non consentono di sviluppare grandi progetti.

Il calo nei livelli occupazionali 2009 (-2,5%), limitato grazie al massiccio ricorso agli ammortizzatori sociali, proseguirà attenuato nel 2010 (-1,2%).
Il presidente di Anima, Sandro Bonomi, ha commentato: “I dati del comparto della meccanica riassumono la situazione di un anno di recessione che ha sconvolto l’economia mondiale. Gli effetti di questa crisi si faranno sentire ancora a lungo, ma un cauto recupero dell’attività industriale ci fa sperare in una possibile ripresa a medio termine. Per tornare ai livelli pre-crisi dovremo attendere almeno il 2012”. Proseguendo ha così spronato gli  imprenditori: “Dobbiamo presentarci (sui mercati) forti di un bagaglio tecnologico rinnovato in grado di mantenere elevato il tasso di valore aggiunto della Meccanica Made in Italy. In questo senso, l’unica via per uscire dalla crisi è sostenere gli investimenti in ricerca e innovazione.”
Per quanto riguarda l’opera del Governo e delle Istituzioni Bonomi plaude ad alcune iniziative, come la Tremonti Ter, ma esorta a fare di più: “Il Governo sta facendo molto per aiutare le imprese. La Tremonti Ter è un buon inizio ma per produrre effetti sui nostri settori è fondamentale prolungarla di almeno un anno. Occorrono numerosi mesi di lavoro per produrre macchinari e impianti industriali, dobbiamo passare dalle misure d’emergenza anticrisi a iniziative strutturali per supportare la ripresa in modo da sfruttare il vantaggio competitivo di una meccanica Made in Italy che ha subito la crisi in misura minore rispetto alla media degli altri Paesi europei, i quali hanno ridotto la produzione 2009 del 20% [fonte dati: Orgalime]”.

Analisi del settore idrotermosanitario
Entrando nel merito dell’its, il presidente di Anima ha dichiarato: “Il comparto si è sempre contraddistinto per la qualità, il design e la ricerca continua che hanno contribuito alla sua crescita fino all’insorgere della crisi dello scorso anno. A ciò sono però da aggiungere alcune criticità preesistenti alla crisi e ancora irrisolte quali i prezzi elevati delle materie prime, la concorrenza asiatica sempre più forte e presente e il costo del denaro sempre più alto. Io ritengo che questo comparto abbia in sé le capacità per una ripresa, ma occorrerà attendere”.
Guardando alle cifre del comparto, rispetto al 2008, nel 2009 si è verificata una contrazione dell’attività produttiva (-16,8%), mentre le previsioni 2010 indicano un ulteriore flessione, seppure rallentata (-2,7%).
Anche le esportazioni sono in linea con il trend della produzione generale: -17,9 nel 2009, -2,9 nelle previsioni 2010. Il livello occupazionale è parimenti in diminuzione: più accentuata nel 2009 (-3%), in ulteriore lieve calo nelle previsioni 2010 (-1,6%).

Nella tabella illustrata, è possibile constatare le performance dei singoli settori afferenti ad Anima: valvolame e rubinetteria, apparecchiature aerauliche, apparecchi e componenti per impianti termici, pompe, impianti e apparecchiature per le acque primarie civili, impianti e apparecchiature per le acque primarie industriali, compressori frigoriferi.

I punti di forza dell’Italia
Nel suo intervento alla conferenza stampa di Anima dello scorso 1° dicembre, Marco Fortis – vicepresidente della Fondazione Edison – dopo aver illustrato come la crisi finanziaria si sia rapidamente trasferita all’economia reale e come i governi abbiano reagito prontamente per evitare un crack globale, ha messo in luce ciò che è realmente accaduto prima della crisi per comprendere (e si spera evitare nuovamente) le cause scatenanti. Fortis ha poi sottolineato come la crisi stia colpendo diversamente i vari Paesi attraverso un raffronto di: esportazioni, consumi privati, ricchezza netta delle famiglie, investimenti in costruzioni e macchinari, spesa pubblica, tasso di disoccupazione. L’obiettivo dell’Italia è non peggiorare troppo il proprio debito pubblico.
In chiusura di intervento il vicepresidente della Fondazione Edison ha illustrato i punti di forza dell’Italia, tra cui la bassa esposizione del sistema bancario rispetto ai Paesi più colpiti dalla turbolenza finanziaria mondiale, il basso indebitamento delle famiglie, un “debito aggregato” migliore di quello di molti altri Paesi. Inoltre l’industria manifatturiera italiana – dati alla mano – risulta molto competitiva e il suo surplus commerciale con l’estero lo dimostra. Anche i dati sul Pil nel terzo trimestre 2009 sono positivi (l’Italia è seconda solo alla Germania con uno 0,6%).
L’esortazione è ripartire dai settori in cui la meccanica varia italiana è prima esportatrice mondiale, tra cui rubinetti e valvole. Un’“iniezione” di fiducia dopo tanti dati alquanto preoccupanti!

ANGAISA: CHE COSA SUCCEDERÀ CON IL DISGELO
Con oltre 450 partecipanti, il Meeting Invernale Angaisa che si è tenuto a Milano il 3 dicembre scorso ha fatto registrare un successo senza precedenti, testimoniato da un’ampia e qualificata presenza delle aziende distributrici e produttrici del settore idrotermosanitario. L’autorevolezza dei relatori e l’importanza e attualità dei temi trattati hanno contribuito a trasformare il programma dei lavori in un vero e proprio “punto” sullo stato della crisi e sugli scenari di breve e medio periodo.

Prendendo spunto dall’attuale congiuntura e dal quadro macro-economico, il direttore tecnico Cresme Lorenzo Bellicini ha sottolineato la gravità della crisi che ha colpito in Italia l’edilizia residenziale, soprattutto di nuova costruzione: “Tutti i settori sono in calo. In particolare, per quanto riguarda la produzione: acciaio -47%, macchine per l’edilizia -46,5%, ceramica -33,5%, cemento -14,5%, calcestruzzo -15%; una complessiva riduzione della produzione pari al -30%. La distribuzione, a sua volta, fa registrare un dato negativo pari al -15 o -20%. Le prospettive di ripresa sono legate al “Piano casa”, che però produrrà i suoi effetti non prima del 2011 e 2012; quindi ci aspetta un 2010 ancora duro, poi dopo tre, quattro anni di ripresa, non certo fulminante, dovremo riabituarci al mercato degli anni ’90 dove la facevano da padroni la ristrutturazione ed il rinnovo, mentre la nuova edilizia residenziale languiva. Un mercato di volumi bassi e di tanto servizio, al quale i distributori dovranno abituarsi”.
Per quanto riguarda la distribuzione its, il presidente Angaisa Mauro Odorisio ha brevemente commentato gli ultimi dati disponibili dell’Osservatorio Vendite Angaisa, che confermano il calo dei fatturati mensili anche nel mese di ottobre: “Il campione censito è consistente, il 40% del fatturato dei distributori associati ad Angaisa ed il 16% di quello dell’intera distribuzione its. Su base mensile, dal picco negativo del gennaio scorso, con un -20%, abbiamo continuato a scendere e negli ultimi tre mesi ci siamo stabilizzati al -10%. Su base annua, siamo scivolati al -11%, mentre su base trimestrale siamo vicini al -12%”.

Alberto Bubbio, professore associato di Economia Aziendale presso l’Università Liuc di Castellanza, si è soffermato sui passaggi critici che hanno caratterizzato il mercato negli ultimi due anni. Dal “grande freddo” al “gelo profondo”, si cominciano a ipotizzare, finalmente, i primi segnali di ripresa, ma “cosa succederà con il disgelo?”
“Bisogna innanzitutto considerare che sono cambiati i clienti o, se sono rimasti gli stessi, sono cambiati i loro comportamenti d’acquisto” - ha sottolineato Bubbio. “Di conseguenza, dobbiamo adattare la nostra azienda, il nostro modo di vedere, a questa mutata situazione. I colpi della crisi, i mercati cambiati evidenziano come siano da modificare anche i parametri di giudizio: non è detto che scompaiano solo i “piccoli”, ci sono anche alcuni “grandi in via di estinzione”; il problema è sempre quello di adattare la propria azienda al contesto del mercato, riuscire ad essere flessibili. Per esempio, per agganciare la ripresa sarà necessario disporre di un cash-flow positivo, e quindi andrà particolarmente curata la marginalità.
Ma nei momenti di crisi è necessario stare molto attenti ai costi, tagliando gli sprechi, con grandi iniezioni di “efficienza” in tutti i reparti dell’azienda, per evitare di trasformarsi in Onlus, trascurando il proprio ruolo imprenditoriale”.

L’analisi dedicata alle dinamiche economico-finanziarie si è conclusa con la relazione di Roberto Schiesari, docente di Finanza Aziendale presso l’Università di Torino, che ha rimarcato come la ripresa in arrivo sarà lenta, e non sarà per tutti.
Secondo Schiesari, “questa è una crisi che screma, che taglia le inefficienze e gli inefficienti. Non dobbiamo concentrarci sulla finanza, la finanza è solo uno strumento; ci dobbiamo concentrare sulla strategia, sulla visione del mercato, sulla conoscenza dei clienti. Non dobbiamo destrutturare o distruggere le aziende, ma resistere. Il credito si contrae proprio nei momenti di crisi, ma dobbiamo cercare di recuperare il concetto dell’autofinanziamento. A questo proposito ho pensato a un nuovo indicatore che vi potrebbe aiutare a dare più efficienza alla vostra azienda: il costo del personale in rapporto al margine di intermediazione. È un aspetto estremamente importante, che dovrebbe portarvi ad una maggiore attenzione alla marginalità, perché ormai spendete il 40% del vostro margine per coprire i costi del personale. La crisi va affrontata ripensando e ritarando il ruolo delle vostre aziende sul mercato. ‘Analisi’ è la parola magica, da abbinare ad una attenta gestione delle ‘vostre’ risorse, non di quelle altrui (banche) ormai non più disponibili”.

Sono inoltre intervenuti Fabio Rinaldi (ricercatore del Dipartimento di Energia c/o Politecnico di Milano), che ha parlato di “Fonti alternative di energia: geotermia, biomasse e celle a combustibile”, e Massimiliano Pierini (Exhibition Director di Reed Exhibitions Italia), che ha presentato l’edizione 2010 di Mostra Convegno Expocomfort/Expobagno (vedi box), con le importanti iniziative realizzate in collaborazione con Angaisa: “Tecnopolis” e “Showroom Stereo3D”.
Mauro Odorisio, inoltre, ha brevemente sintetizzato i punti salienti del programma associativo Angaisa per il quadriennio 2010-2013. In particolare, ha sottolineato l’importanza della collaborazione fra la distribuzione qualificata its, rappresentata da Angaisa, e le industrie del settore (molte delle quali aderiscono all’associazione in qualità di soci sostenitori), auspicando un rapporto sempre più costruttivo e sinergico, che potrà essere ulteriormente rafforzato coinvolgendo anche le principali associazioni del comparto produttivo.


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