Il Censimento MMAS(Micro Marketing Analysis System) sugli installatori idraulici - realizzato da Marketing & Telematica - ha permesso di raccogliere informazioni e dati statistici dell’universo di installatori e impiantisti idraulici italiani.
Il censimento ha permesso di delineare la distribuzione territoriale degli installatori del nostro Paese, mettendo in evidenza come quasi il 68% operi nelle regioni dell’Italia settentrionale (con una concentrazione massima in Lombardia, che da sola ospita il 24,2% del totale degli operatori censiti) circa il 18% nelle regioni centrali e la parte rimanente al Sud.
Sul totale, circa due società di installazione su tre si occupano sia di manutenzione sia di installazione, un terzo solo di installazione e il restante solo di manutenzione.
Un terzo delle società di installazione risulta essere un centro assistenza autorizzato per gli interventi su specifiche marche; il peso dei centri assistenza aumenta progressivamente man mano che si va a sud.
Nella maggior parte dei casi, più del 72%, l’organico delle società di installazione idraulica italiane varia da 2 a 5 persone. Le società più strutturate costituiscono quindi poco più di un quarto del totale, con una prevalenza della fascia da 6 a 10 elementi. Tra le diverse aree territoriali si rendono evidenti alcuni discostamenti dalla media nazionale. Nel Nord Ovest, infatti, la quota di installatori che dispongono al massimo di 2 addetti è notevolmente più alta, quasi la metà, a discapito di tutte le altre fasce. Il Nord Est e soprattutto il Centro mostrano invece una maggiore incidenza delle società meglio strutturate, con oltre 11 addetti. Il comportamento del Sud è ancora diverso, poiché il peso delle società più piccole è molto più contenuto rispetto alla media mentre il peso delle società più grandi è piuttosto in linea con i valori nazionali.

Distribuzione installatori idraulici per aree geografiche
Legenda: A1. Nord-ovest; A2. Nord-est; A3. Centro; A4. Sud
Magazzino e informatizzazione
Oltre l’85% degli installatori intervistati dichiara di disporre di spazi destinati allo stoccaggio: mediamente in più del 40% dei casi si tratta di meno di 50 metri quadrati (al sud tale quota sale), mentre più di un terzo arriva ai 100 m2.
Nel Nord Est evidenzia, invece, una situazione opposta, che vede i magazzini di taglia maxi prevalere su quelli più piccoli.
In media si tratta di magazzini caldo/freddo in più di tre quarti dei casi, quota che aumenta progressivamente spostandoci da nord a sud.
Poco più del 70% degli installatori dispone di un indirizzo di posta elettronica dell’attività, con punte più elevate della media al Sud. Meno del 15% degli installatori dispone anche di un sito web dedicato all’attività: in questo caso, l’incidenza maggiore si registra nelle regioni del Centro Italia e quella più bassa in quelle del Nord Ovest.
I prodotti trattati
Considerando le tipologie di prodotti installati emerge come, per gli operatori intervistati, abbiano alta rilevanza le caldaie e i condizionatori (con quote che toccano punte superiori al 95%); gli impianti solari-termici sono trattati dal dalla netta maggioranza degli operatori mentre un idraulico su tre installa pompe di calore, prevalentemente di tipo aria/acqua e aria/aria. Un dato curioso è che meno di un quinto degli operatori installa impianti idraulici. A proposito di questo tipo di analisi, la ricerca di Marketing & Telematica sta entrando attualmente nel suo pieno svolgimento, per cui potrà fruttare risultati più ricchi nei prossimi mesi.
Il tipo di clientela
Per gli installatori italiani il cliente privato rappresenta il cardine dell’attività: nella quasi totalità dei casi l’installatore lavora in cantieri di ristrutturazione o esegue interventi ordinari su impianti privati.
Elevata anche la quota di installatori che lavorano in cantieri per nuove costruzioni, sia civili (praticamente la metà dei casi) sia industriali (circa un terzo); poco meno di un quarto interviene invece in unità del terziario e solo meno del 16% ha come committenti enti pubblici.
L’andamento dell’attività
Un interessante dato di chiusura riguarda la percezione del trend del lavoro nell’ultimo anno: in crescita nel 14,7% dei casi, stabile per i due terzi circa e in flessione per i rimanenti.
Se questo è l’andamento medio a livello nazionale, vediamo che i dati relativi alle quattro macro aree del paese prese in considerazione dal censimento sono talvolta abbastanza diversi. Le dichiarazioni di crescita del lavoro si infittiscono, infatti, nelle regioni del Centro e risultano meno frequenti nel Nord Ovest; le dichiarazioni di flessione, invece, aumentano al Sud e calano nel Nord Ovest e al Centro; infine, la quota di dichiarazioni indicanti stabilità è più elevata nel Nord Ovest e lo è di meno al Sud.
Un estratto completo della ricerca di Marketing & Telematica è in fase di pubblicazione sul Corriere IdroTermoSanitario (TIS). Una copia della rivista può essere richiesta alla redazione. La rivista è anche “sfogliabile” direttamente online: per accedere è sufficiente cliccare qui.