Il Rapporto sull’utilizzo degli incentivi fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici evidenzia come, in un triennio, l’incentivo sia risultato strategico per la realizzazione degli interventi tanto da essere stato utilizzato da quasi 600mila utenti tra privati e imprese
Lo slogan rimane sempre lo stesso “consumare meno, consumare meglio e tagliare i costi”. E proprio per l’opzione “tagliare i costi” l’appeal delle agevolazioni fiscali rimane intatto, ancor più in periodi di crisi.
Lo rilevano i dati esposti il 4 maggio scorso in un workshop organizzato a Roma dall’Enea in cui abbiamo avuto conferma che, nonostante la crisi, il triennio 2007/2009 si è chiuso con un bilancio molto positivo relativamente gli interventi di riqualificazione energetica realizzati utilizzando i bonus fiscali.
Ricordiamo che dal 2007 l’
Enea è l’ente incaricato dal ministero dello
Sviluppo economico non solo di ricevere la documentazione e di provvedere al monitoraggio dei dati ambientali ed economici in essa contenuti, ma anche di fornire assistenza a tutte le categorie di utenti (cittadini, tecnici e imprese) circa i requisiti tecnici degli interventi e le procedure per usufruire degli incentivi. Inoltre, l’Enea ha attivato l’Unità tecnica per l’efficienza energetica, una struttura organizzativa ad hoc che ha il compito di supportare la
Pubblica Amministrazione, nei progetti di risparmio energetico a tutti i livelli, sia territoriale sia nazionale.
Il Rapporto sull’utilizzo degli incentivi fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici evidenzia come, in un triennio, l’incentivo sia risultato strategico per la realizzazione degli interventi tanto da essere stato utilizzato da quasi 600mila utenti tra privati e imprese.
Il workshop “
Detrazioni fiscali per l’efficienza energetica: analisi, risultati e prospettive” è stata l’occasione per sottolineare anche l’esigenza di una proroga dell
’agevolazione del 55% tanto che Stefano Saglia, sottosegretario allo Sviluppo economico presente all’evento, ha ipotizzato nuovi termini ben oltre il 31 dicembre 2010.
I risultati parlano da soli: gli interventi realizzati nel 2007 sono stati 106mila, con un aumento significativo nel 2008 (247.800) per arrivare ai 236.100 del 2009. La richiesta di beneficio fiscale è l’altra faccia della medaglia degli imponibili fatturati: nel 2007 le spese sostenute, al lordo della detrazione, sono state pari a circa 1,5miliardi di euro (1,453 miliardi), nel 2008 di 3,5 miliardi e nel 2009, anno di maggiore asprezza della crisi economica, di circa 3miliardi (2,9 per l’esattezza).
Leggendo i dati sotto il profilo territoriale, troviamo in testa le “solite” regioni del Nord: Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Piemonte mentre il Sud registra, comunque, un trend positivo. Le spese sostenute ammesse ad agevolazione sono soprattutto la sostituzione degli infissi, seguite da interventi per il risparmio energetico nella climatizzazione invernale (l’installazione di impianti termici e di solare termico). Questi ultimi hanno portato a un progressivo risparmio energetico: 787 GWH nel 2007, 1.961 nel 2008 e 1.656 nel 2009.
LE TAPPE DELLE AGEVOLAZIONI DAL 2007 A OGGI
È stata la Finanziaria 2007 (L. 296/2006) a introdurre le agevolazioni fiscali del 55% sulle spese sostenute per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici. A differenza dell’agevolazione del 36%, la riqualificazione energetica è aperta a tutta la platea di contribuenti.
Infatti, elemento di grande appeal, in questo caso non sono solo le persone fisiche che possono fruirne, ma anche le imprese. Un altro aspetto rilevante è la determinazione dei cosiddetti “tetti massimi agevolabili”, perché la detrazione Irpef o Ires è del 55% su importi di spesa che vanno da 30 mila a 100 mila euro: per interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti il tetto è di 100 mila euro, si scende a 60 mila per l’involucro (inteso come pareti, finestre ed infissi) e per l’installazione di pannelli solari, per finire a 30 mila nel caso di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale.
SOSTENIBILITÀ ED EFFICIENZA ENERGETICA
Il costo dell’energia in crescita, l’avvento di tecnologie efficienti e affidabili, gli indirizzi politici a livello locale e nazionale sugli incentivi portano alla ribalta il tema della sostenibilità edilizia.
L’efficienza deve essere intesa in modo globale, un obiettivo da raggiungere grazie a tutte le tecnologie disponibili, dando ampio spazio alle fonti rinnovabili. Non è tuttavia solo una questione di investimenti per dimezzare i consumi, perché la grande sfida è un’altra: realizzare e costruire edifici completamente autosufficienti.
LA DIRETTIVA SUL RENDIMENTO ENERGETICO DEGLI EDIFICI
Tutto ha inizio con la direttiva 2002/91/CE del 16 dicembre 2002 sul rendimento energetico degli edifici. Una direttiva vincolante per gli Stati membri dell’Unione che doveva essere recepita entro il gennaio 2006.
Le indicazioni e le prescrizioni per il contenimento dei consumi hanno obbligato i legislatori dei diversi Stati membri ad adottare provvedimenti finalizzati a:
- fissare i requisiti minimi di prestazione energetica per gli edifici di nuova costruzione;
- imporre i requisiti minimi di prestazione energetica per edifici di notevoli dimensioni soggetti a ristrutturazione;
- adottare un protocollo di ispezione degli impianti termici;
- definire una metodologia di calcolo per il rendimento energetico integrato degli edifici;
- procedere alla certificazione energetica degli edifici.
La direttiva europea è stata recepita in Italia con il decreto legislativo 192/2005 e con il successivo decreto legislativo 311/2006. Dopo tre anni di attesa, sono stati recentemente emanati i primi due dei tre decreti attuativi, colmando, così, un vuoto legislativo che teneva in stand-by una normativa strategica per il perseguimento degli obiettivi di risparmio energetico e di attenzione ai mutamenti climatici.
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