
I circuiti idraulici a ritorno inverso sono una tipologia di configurazione di rete di distribuzione del fluido termovettore (solitamente acqua) negli impianti di riscaldamento e raffrescamento, che si distingue dai più comuni circuiti a “ritorno diretto” per una specifica disposizione delle tubazioni che mira a risolvere un problema fondamentale: il bilanciamento idraulico.
La caratteristica distintiva di un circuito a ritorno inverso è la sua geometria delle tubazioni, che fa sì che la lunghezza totale del percorso (mandata + ritorno) per ogni terminale (ad esempio, un radiatore o un ventilconvettore) sia praticamente la stessa per tutti i terminali collegati allo stesso circuito.
Nel ritorno inverso il tubo di ritorno “segue” il percorso del tubo di mandata, parallelo ad esso, e raccoglie il fluido dai terminali in ordine inverso rispetto a come sono stati serviti dalla mandata. In pratica, l’acqua viaggia lungo la tubazione di mandata, alimenta il primo terminale, poi il secondo, e così via. Il ritorno del primo terminale non va direttamente al generatore, ma si “aggancia” a un tubo di ritorno che corre parallelo alla mandata. Questo tubo di ritorno raccoglie progressivamente i ritorni di tutti i terminali, ma lo fa in modo tale che il liquido proveniente dall’ultimo terminale sia il primo a “tornare indietro” verso il generatore attraverso la tubazione di ritorno, e così via, fino a che il liquido proveniente dal primo terminale si ricongiunge al flusso di ritorno più vicino al generatore.
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