Il gas petrolio liquefatto (GPL) può rappresentare un’alternativa valida in particolari situazioni impiantistiche, nonostante l’epoca attuale veda i combustibili gassosi meno “stimati”. Tuttavia, occorre tener ben presenti alcuni accorgimenti ed effettuare attente valutazioni per non rischiare di ottenere effetti controproducenti, considerando normative vigenti, spazi disponibili e fattibilità tecnica ed economica della trasformazione.
Caratteristiche e composizione del GPL
Il GPL è un prodotto di raffinazione del greggio, proveniente come il metano (CH₄) da giacimenti petroliferi. Nello specifico è un idrocarburo composto principalmente da propano (C₃H₈) e butano (C₄H₁₀). La miscela commerciale, definita anche propano commerciale, è mediamente composta dal 10% di butano e il 90% di propano. La differente temperatura di ebollizione dei due gas – propano -43°C e butano -0,4°C – fa sì che il gas petrolio liquefatto non congeli mai nelle condizioni di utilizzo tipiche.
Il GPL è venduto in litri, ad eccezione delle classiche bombole da 10/15/25 kg, dove viene commercializzato in kilogrammi. Il metano è invece venduto in Sm³.
Dati tecnici di riferimento
1 litro GPL = 0,52 kg/l
1 m³ GPL = 4 litri = 2 kg
1 kg di GPL = 0,5 m³ = 2 litri
Potere calorifico superiore (Pcs) del GPL: 24,84 MJ/l = 6,9 kWh/l = 5.934 kcal/l
Potere calorifico inferiore (Pci) del GPL: 23 MJ/l = 6,39 kWh/l = 5.495 kcal/l
Le utenze idonee al passaggio al GPL
A causa della variabilità dei costi del gas metano, con tariffe gestite dal mercato libero caratterizzato da estrema volatilità dovuta all’aumento della domanda e alle tensioni geopolitiche mondiali, diversi utenti di impianti di riscaldamento valutano il passaggio al GPL. Tuttavia, buona parte di loro, a seguito delle normative vigenti sull’impiego del gas petrolio liquefatto e alla mancanza di spazi adeguati, può solo accarezzare l’idea.
Le utenze in cui è eventualmente fattibile il passaggio riguardano: villette con giardino, alberghi, grandi cucine, industrie e impianti sportivi. Anche quando l’utilizzo del GPL è possibile va in ogni caso valutata la fattibilità tecnica della trasformazione, affidandosi a termotecnici esperti in questo tipo di impianti.
Valutazione economica: confronto GPL-metano
Il costo al litro del GPL dipende da consumi, ubicazione e contratto locale, con tariffazione legata a contratti privati. Nel 2025/26 si stimano prezzi tra € 0,80 e € 0,85/l per GPL in bombolone.
Per effettuare una valutazione di fattibilità economica in previsione del passaggio da gas metano a GPL, occorre fare i rapporti dei poteri calorifici:
Con riferimento al Pcs = 10,7/6,9 = 1,55
Con riferimento al Pci = 9,3/6,39 = 1,45 (generalmente si considera un valore medio di 1,46)
Dimensionamento dello stoccaggio
Una volta deciso di passare da metano a GPL, normative vigenti permettendo, l’ostacolo più importante è dimensionare lo stoccaggio. Si deve prendere come base di calcolo la portata massica di punta (carico massimo probabile). La grandezza del/i serbatoio/i deve essere determinata in funzione della portata di punta e del tipo di utenza affinché i generatori di calore possano essere alimentati con gas liquefatto in quantità sufficiente anche a basse temperature, evitando interruzioni.
Criteri generali di progettazione:
Il fattore di contemporaneità della portata di punta è di 1,0 (100%)
Per installazioni con utilizzo terziario, artigianale e industriale il fattore di contemporaneità è compreso tra 0,8 ÷ 1,0
Capacità di evaporazione: aspetto critico
Quando da un serbatoio si preleva del gas liquefatto in fase gassosa, deve verificarsi l’evaporazione della stessa massa onde ristabilire l’equilibrio fra temperatura e pressione del vapore all’interno del recipiente. Il calore necessario per l’evaporazione viene prelevato dal gas in fase liquida e dall’ambiente esterno attraverso le pareti del serbatoio.
Se l’erogazione di gas è eccessiva, il calore ceduto dall’ambiente al liquido attraverso le pareti del recipiente sarà insufficiente per formare nuovo vapore, causando raffreddamento del gas con conseguente riduzione della pressione. Se la temperatura all’interno scende al di sotto del punto di ebollizione del gas (Butano -0,5°C, Propano -42°C), si avrà arresto totale dell’evaporazione.
Una volta nota la portata di punta e la capacità di evaporazione massima del serbatoio, si può stabilire il numero minimo di serbatoi da allacciare. In caso di consumo maggiore, i serbatoi possono essere collegati in batteria.
Per maggiori informazioni è possibile consultare l’articolo “Aspetti tecnici della fattibilità di impiego del GPL” di Alessandro Teti pubblicato su Clima Impianti di aprile 2025, disponibile su infoimpianti.it.

Condividi l'articolo
Scegli su quale Social Network vuoi condividere