Mercato

Mercato ITS e HVAC: rallentamento congiunturale e transizione tecnologica

Il mercato ITS e HVAC italiano nel 2025 si è chiuso con una domanda cruciale per l’intera filiera: come trasformare un rallentamento congiunturale in un’opportunità di riposizionamento strategico? Tra bonus edilizi in ritirata, consumatori più prudenti e una transizione energetica che non ammette pause, il settore si trova davanti a un bivio. Integrazione tecnologica e ampliamento delle competenze sembrano essere la strada più promettente per affrontare questa fase di cambiamento.

Ristrutturazione del settore: meno improvvisazione, più professionalizzazione
La filiera italiana dell’installazione termoidraulica e climatizzazione ha attraversato nel 2025 una fase di assestamento, segnata non solo da un rallentamento congiunturale ma anche da segnali di trasformazione strutturale che anticipano il ciclo 2026. Un dato significativo che evidenzia questa evoluzione è il numero delle imprese attive in progressivo calo: dal 2008 al 2023 si è passati da 69.504 a 63.254 unità, indicando un ridimensionamento che spinge verso consolidamento e maggiore professionalizzazione del comparto. In questo contesto gioca un ruolo importante la riduzione dei bonus edilizi, vista positivamente da alcuni osservatori che ritenevano eccessivi provvedimenti come il superbonus 110%. Tuttavia, come spesso accade nelle fasi di passaggio, si aprono scenari di crescita per chi sa coglierli, convergendo su innovazione tecnologica, digitalizzazione e sostenibilità. Questi driver richiedono agli operatori del settore un ampliamento delle competenze in linea con l’accresciuta complessità impiantistica. Si tratta di affiancare alle tradizionali e consolidate conoscenze tecniche una graduale confidenza con le nuove tecnologie. È un processo simile a quello che stanno vivendo i meccanici di automobili, che oltre ad occuparsi di motore, trasmissione e sospensioni devono ora padroneggiare centraline elettroniche, sensori, attuatori e strumenti diagnostici avanzati.

La climatizzazione come baricentro della transizione energetica
Il mercato ITS e HVAC vede la climatizzazione confermarsi come baricentro tecnologico della transizione verso l’efficienza energetica. Manutenzione programmata e sostituzione delle apparecchiature datate rappresentano leve immediate di efficientamento, mentre l’adozione di pompe di calore elettriche a ciclo annuale costituisce la traiettoria principale per ridurre consumi ed emissioni. I benefici sono tangibili sulla bolletta energetica e i tempi di rientro dell’investimento risultano compatibili grazie agli incentivi fiscali ancora disponibili. Questo orientamento, pur non cancellando le oscillazioni della domanda nel piccolo residenziale, sostiene la crescita dei sistemi di maggiore taglia e la progressiva diffusione di regolazioni evolute, che spostano il valore verso il comfort intelligente e la gestione digitale dell’impianto. La transizione tecnologica non riguarda solo il prodotto finale, ma l’intero approccio progettuale: impianti ben dimensionati, terminali a bassa temperatura, sistemi ibridi ottimizzati e misure di regolazione e bilanciamento per massimizzare COP e comfort. Questi temi vengono costantemente ribaditi nei percorsi formativi delle associazioni di categoria e nei convegni di filiera, evidenziando come la competenza tecnica sia diventata discriminante per operare con successo nel settore.

Riscaldamento: normative europee e integrazione tecnologica
Sul fronte riscaldamento, la spinta verso le pompe di calore coincide con l’esigenza di adeguare il patrimonio edilizio a standard prestazionali più ambiziosi. Il dibattito regolatorio europeo, con l’aggiornamento in consultazione dell’Ecodesign che ha accantonato l’ipotesi di stop alle caldaie a gas dal 2029, ha contribuito a chiarire che la transizione non passerà da divieti radicali. Il percorso verso la decarbonizzazione si basa invece su criteri prestazionali rigorosi e sull’integrazione tra generazione efficiente, fonti rinnovabili e building automation. In Italia questo si traduce in una domanda più selettiva e qualificata, orientata verso soluzioni tecnicamente solide e verificabili in termini di prestazioni reali. Gli operatori più preparati stanno intercettando questa evoluzione proponendo pacchetti integrati che comprendono non solo l’apparecchio, ma anche progettazione accurata, sistemi di regolazione avanzati, monitoraggio prestazionale e servizi di manutenzione programmata. Questo approccio consulenziale, che supera la logica della semplice vendita del prodotto, rappresenta il futuro del settore.

Ambiente bagno: riqualificazione come opportunità culturale
L’ambiente bagno risente direttamente del ciclo edilizio e della contrazione dei budget di ristrutturazione. Le vendite della distribuzione ITS mostrano prudenza nelle linee medio-alte e una maggiore attenzione al rapporto qualità-prezzo da parte della clientela finale. Il tema della riqualificazione diventa quindi culturale, oltre che tecnico. Non a caso il XXVI Convegno nazionale ANGAISA, tenutosi a Milano il 4 dicembre 2025, ha posto al centro il tema “Riqualificare per crescere”, focalizzandosi su ammodernamento di edifici e impianti, formazione continua in azienda e analisi della disponibilità delle famiglie a investire in benessere domestico e risparmio energetico. I contributi di Nomisma hanno collegato dinamiche dei consumi, patrimonio immobiliare e scenari futuri, offrendo una lettura integrata che aiuta la filiera a misurare rischi e opportunità nel breve-medio termine. È emerso chiaramente come la capacità di comunicare il valore dell’efficienza e del comfort sia diventata strategica quanto la competenza tecnica.

MCE 2026: vetrina dell’evoluzione del mercato ITS e HVAC
Su questo sfondo si innesta la Mostra Convegno Expocomfort 2026, in programma a Fiera Milano dal 24 al 27 marzo. L’edizione è annunciata come la più internazionale di sempre, con oltre la metà degli espositori provenienti dall’estero, un layout riprogettato per ottimizzare i percorsi e tre focus cardine che riflettono le priorità del settore: industria, acqua e digitalizzazione. Il nuovo claim “Energy is Evolving” sancisce la convergenza tra prodotto fisico, servizio e gestione dati, testimoniando come il mercato ITS e HVAC stia evolvendo verso modelli di business più articolati. La scelta del Giappone come Paese partner sottolinea la spinta all’internazionalizzazione e alle partnership tecnologiche in un mercato HVAC+R in espansione globale. MCE 2026 rappresenterà un momento cruciale per verificare sul campo le direzioni intraprese dal settore: efficienza energetica, gestione intelligente dell’acqua, integrazione digitale e interoperabilità dei sistemi. Per gli operatori sarà l’occasione per aggiornarsi sulle soluzioni più innovative e costruire relazioni commerciali in un contesto sempre più internazionale.

Strategie operative per affrontare il cambiamento
Il rallentamento del mercato e la transizione verso soluzioni più tecnologiche e sostenibili impongono agli installatori un cambio di passo decisivo. Non basta più “montare” un impianto: serve diventare consulenti di efficienza e comfort, capaci di guidare il cliente verso scelte consapevoli e vantaggiose nel lungo periodo.

  • Puntare sulla competenza tecnica: l’aggiornamento costante su pompe di calore, regolazioni evolute e integrazione digitale è indispensabile. Il cliente oggi cerca soluzioni efficienti e intelligenti, non solo il prezzo più basso. La formazione continua diventa investimento strategico, non costo accessorio.
  • Offrire consulenza oltre all’installazione: spiegare i vantaggi della manutenzione programmata, orientare verso classi energetiche elevate, illustrare il corretto uso di cronotermostati e sistemi di gestione. La percezione di valore nasce dalla qualità del servizio offerto, non solo dalla marca dell’apparecchio installato.
  • Diversificare l’offerta commerciale: non limitarsi al residenziale tradizionale. Il segmento commerciale e terziario è in crescita, soprattutto per impianti di climatizzazione e pompe di calore di maggiore potenza, dove le competenze tecniche avanzate fanno la differenza e i margini sono più interessanti.
  • Sfruttare incentivi e normative come leva commerciale: mantenere il cliente costantemente aggiornato su bonus fiscali disponibili, requisiti Ecodesign e obblighi normativi. Questa conoscenza rafforza la posizione dell’installatore come partner affidabile e informato.
  • Investire in digitalizzazione: gestione remota degli impianti, diagnosi energetica, bilanciamento idraulico e termico sono ormai richieste standard nel segmento medio-alto. Dotarsi degli strumenti adeguati e della formazione necessaria permette di accedere a mercati più remunerativi e di fidelizzare la clientela attraverso servizi a valore aggiunto.

Il 2026 si presenta come anno di verifica per l’intera filiera: chi saprà investire in competenze, innovazione e capacità consulenziale troverà opportunità concrete di crescita, mentre chi rimarrà ancorato a logiche tradizionali subirà progressivamente la marginalizzazione in un mercato sempre più selettivo ed esigente.