I sistemi di accumulo elettrochimici raggiungono in Italia una capacità complessiva di circa 18 GWh a fine 2025, con oltre 884.387 impianti connessi e una potenza installata di circa 7,2 GW. È quanto emerge dalle elaborazioni di ITALIA SOLARE sui dati Gaudì di Terna, che fotografano una fase di netta evoluzione del mercato: dopo gli anni trainati dagli incentivi edilizi, il segmento residenziale frena, mentre accelera la componente stand-alone di grande taglia.
«Il 2025 ha visto l’entrata in servizio di numerosi BESS utility scale premiati in CM 2024 e l’assegnazione di 10 GWh nella prima asta MACSE, mentre sono calate le installazioni di piccola e media taglia e ibride. Si conferma la necessità di dedicare attenzione a questo tipo di accumuli, utili anche alla rete di distribuzione, perseguendo al contempo, attraverso il CM e il MACSE, gli obiettivi indicati per gli impianti utility scale», commenta Fabio Zanellini, Coordinatore del Gruppo di Lavoro Accumuli di ITALIA SOLARE.
2025: connessioni in calo rispetto al 2024
Se da un lato l’asta MACSE ha assegnato circa 10 GWh di nuova capacità a valori significativamente inferiori alla base d’asta — confermando la competitività economica della tecnologia — a livello di connessioni si è registrato un calo rispetto all’anno precedente, dovuto principalmente alla contrazione del segmento residenziale sotto i 20 kW. Nel dettaglio, la capacità degli impianti associati al fotovoltaico è diminuita del 29%, mentre quella degli impianti stand-alone ha segnato un -11%, pur mantenendo un numero di installazioni allineato al 2024.
Oltre 10 GWh in configurazione ibrida con il fotovoltaico
Parallelamente ai grandi impianti, oltre 10 GWh di sistemi di accumulo elettrochimici risultano installati in configurazione ibrida con impianti fotovoltaici distribuiti. Si tratta in larga parte di sistemi residenziali installati negli anni precedenti — il 36% con potenza inferiore a 6 kW e il 59% nella fascia 6-20 kW — che rappresentano oggi una risorsa energetica rilevante ma ancora poco integrata nei meccanismi di gestione della rete. Resta marginale, invece, il segmento commerciale e industriale (20 kW – 1 MW). Sul fronte geografico, Lombardia (1.874 MWh), Veneto (1.407 MWh) ed Emilia-Romagna (994 MWh) si confermano le regioni con la maggiore capacità installata.
Il traguardo 2030: ancora molta strada da fare
Gli scenari di sistema indicano al 2030 un fabbisogno di 71,5 GWh di accumuli complessivi, di cui 57,5 GWh stand-alone di grande taglia e 14 GWh di piccola taglia. I 18 GWh attuali rappresentano una base solida, ma la crescita dovrà mantenersi a un ritmo sostenuto per garantire sicurezza del sistema elettrico, riduzione delle congestioni e piena valorizzazione dell’energia rinnovabile prodotta.

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