TIS compie 40 anni di informazione tecnica e professionale: un anniversario che offre l’occasione per ripercorrere le trasformazioni normative, materiali e tecnologiche degli impianti di adduzione e scarico acqua. Negli anni ’80 le reti idrosanitarie erano prevalentemente in metallo (rame, acciaio, ghisa); la diffusione dei polimeri a partire dal tardo decennio successivo ha cambiato il modo di progettare e installare, grazie a pesi ridotti, facilità di posa e resistenza alla corrosione. Contestualmente sono nate tecnologie di giunzione adatte ai nuovi materiali, come press fitting e termosaldatura, che hanno velocizzato i cantieri e migliorato la sicurezza operativa.
L’evoluzione normativa ha accompagnato questi cambiamenti: la legge 46/90 ha rappresentato un punto di riferimento fondamentale per la disciplina degli impianti civili, introducendo requisiti di sicurezza, professionalità e tracciabilità, fino al riordino del DM 37/08. Le norme hanno favorito l’adozione di soluzioni certificate per acqua potabile e l’implementazione di procedure di collaudo obbligatorie, migliorando la qualità complessiva degli impianti.
La sensibilità al risparmio idrico è cresciuta progressivamente: le cassette di risciacquo, dai 9–12 litri degli anni ’80 si sono ridotte prima a 6–9 litri e poi, con sistemi dual-flush e ottimizzazioni idrauliche, a 2–4 litri per scarico. La ricerca produttiva ha permesso di mantenere l’efficacia di trascinamento con consumi molto inferiori, mentre configurazioni particolari consentono usi estremi in applicazioni speciali (camper, bagni pubblici).
Negli anni ’90 l’elettronica ha introdotto innovazioni significative: rubinetteria con sensori a infrarossi per il risparmio e l’igiene, sistemi di regolazione della temperatura e portata ACS, smart toilet e dispositivi per il monitoraggio dei consumi e delle perdite. L’integrazione con la domotica ha reso possibile il controllo remoto tramite app, l’analisi dati e la manutenzione predittiva, aumentando l’efficienza gestionale degli impianti.
La tecnologia del press fitting, nata per accorciare i tempi di posa e ridurre i rischi legati a brasatura e saldatura, si è diffusa da raccordi in acciaio e rame a soluzioni per tubi multistrato, riscaldamento e gas. Oggi è uno standard riconosciuto per rapidità, affidabilità e presenza di meccanismi che evidenziano giunzioni non correttamente pressate durante il collaudo.
La progettazione contemporanea pone al centro sostenibilità e gestione dell’acqua: efficienza energetica degli impianti, integrazione con fonti rinnovabili, uso di materiali riciclabili e attenzione alla durabilità fanno parte delle scelte di progetto. Anche la formazione e la professionalità degli installatori sono diventate prioritarie per garantire impianti conformi e performanti.
Questo percorso, che TIS ha raccontato e accompagnato per quattro decadi, mette in luce come norme, materiali e tecnologia abbiano trasformato il comparto idrosanitario. Il futuro vedrà ulteriori integrazioni digitali, materiali avanzati e soluzioni orientate al risparmio idrico ed energetico, con un ruolo sempre più centrale della manutenzione intelligente e delle pratiche progettuali sostenibili.

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