Normativa

Certificazione energetica degli edifici: il patrimonio immobiliare in trasformazione

L’ultimo rapporto ENEA CTI 2025 sulla certificazione energetica degli edifici, basato su oltre 1,2 milioni di APE trasmessi nel 2024, offre una fotografia completa e qualitativa dello stato del patrimonio edilizio italiano, arricchita da indicazioni strategiche per la progettazione, implementazione e miglioramento degli impianti termici.

Dalla G alla A: i primi e gli ultimi della classe

Nonostante un crescente miglioramento delle prestazioni energetiche, una significativa quota di edifici rimane “energivora”. Nel 2024, gli immobili residenziali ancora in classe F G rappresentano circa il 45,3%, mentre quelli non residenziali si attestano al 30,9%, segnando un calo rispettivamente di circa 2 e 10 punti percentuali rispetto all’anno precedente.
Sul fronte opposto, cresce la percentuale di edifici nelle classi più efficienti (A4 e B), arrivando a coprire circa il 20% sia del segmento residenziale che di quello non residenziale. I dati dimostrano come l’età dell’edificio influenzi pesantemente le prestazioni: quelli costruiti dopo il 2000 manifestano indici di prestazione energetica ben migliori rispetto a quelli costruiti in precedenza (e soprattutto rispetto a quelli ante 1945), confermando il valore degli interventi di miglioramento e coibentazione. Un aspetto importante per migliorare l’affidabilità degli APE è l’adozione di un sistema di controlli semantici ex ante, che analizza in tempo reale i tracciati XML, segnalando incoerenze e anomalie ai certificatori. Questo approccio, condiviso con Regioni e software house, riduce gli errori e innalza il valore informativo dei dati, supportando una realtà di monitoraggio più solida.

Catasto energetico unico e portale PnPE2

Tra le novità infrastrutturali, il Rapporto illustra i passi verso l’istituzione di un Catasto Energetico Unico, che integri APE e dati sugli impianti termici. Parallelamente, il Portale Nazionale sulla Prestazione Energetica degli Edifici (PnPE2) evolve, implementando nuove funzionalità come il Sistema Esperto per la Prestazione Energetica (SEPE), orientato ai professionisti e alle Pubbliche Amministrazioni per comprendere incentivi, meccanismi operativi e benefici ambientali.
Per gli impiantisti HVAC e ITS, questi strumenti digitali rappresentano una risorsa operativa fondamentale, semplificando l’analisi pre e post intervento, valutando ritorni economici e ambientali, consentendo comparazioni tra tecnologie impiantistiche.

L’importanza della climatizzazione

Secondo il Rapporto, il reale potenziale di riqualificazione passa attraverso l’adozione di impianti evoluti: pompe di calore, sistemi ibridi e VMC rappresentano leve fondamentali per ridurre i consumi energetici, ma la loro diffusione resta limitata.
Per i tecnici HVAC e ITS, questo significa:
• sfruttare pompe di calore aria acqua ad elevata efficienza, integrate con fotovoltaico e sistemi di accumulo;
• considerare sistemi ibridi che combinano caldaie a condensazione e pompe di calore per adattarsi a diverse condizioni climatiche e di carico;
• implementare ventilazione meccanica controllata con recupero di calore, particolarmente in edifici ad alta efficienza.
Il Rapporto evidenzia inoltre l’importanza di sistemi di regolazione avanzata e domotica, capaci di ottimizzare in modo intelligente i consumi e mantenere comfort e prestazioni.

Certificazione energetica: economia, burocrazia, formazione

Dal sondaggio tra 1.500 amministratori di condominio, emerge che il 76,7% comprende l’importanza dell’efficienza energetica e dell’APE, ma segnala come ostacoli prioritari quelli di natura economica (81,5%) e burocratico normativa (47,4%).
Questi dati sottolineano l’importanza, per i professionisti ITS e HVAC, di:
• preparare analisi economiche e finanziarie solide, evidenziando risparmi e tempi di rientro;
• fornire un supporto normativo e tecnico durante i passaggi burocratici, facilitando bandi, detrazioni e certificazioni;
• investire nella formazione continua, per restare allineati a normative (ad es. EPBD, EPBD IV) e tendenze tecnologiche.

Rapporto ENEA CTI 2025: Certificazione energetica degli edifici

Il Rapporto ENEA CTI 2025 non si limita a fotografare lo status quo: rappresenta una chiamata all’impegno per i professionisti HVAC e ITS. Il patrimonio edilizio esistente, spesso energicamente inefficiente, necessita di interventi integrati e innovativi, supportati da dati affidabili e strumenti digitali avanzati. Solo così si potrà:
• elevare la qualità e coerenza degli APE;
• sfruttare appieno le potenzialità tecniche di impianti efficienti;
• colmare il gap digitale grazie a Catasto Energetico e PnPE2;
• sostenere amministratori e utenti con una visione informata e incentivata.

In buona sostanza, per chi opera nel mondo HVAC & ITS, il Rapporto ENEA CTI 2025 funge da guida operativa: dati, strumenti, tecnologie e prospettive si integrano in un framework di transizione energetica concreto, dove la figura del tecnico evolve da semplice esecutore a consulente strategico. L’obiettivo? Accelerare la trasformazione del patrimonio edilizio italiano, rispondendo a esigenze di sostenibilità, comfort e competitività.

PnPE² – Portale Nazionale sulla Prestazione Energetica degli Edifici

È la piattaforma ENEA che centralizza dati e strumenti per monitorare e migliorare l’efficienza energetica degli edifici. Per i professionisti del settore, rappresenta un hub di riferimento per:
• Accesso ai dati APE e impianti termici: utile per diagnosi energetiche, benchmarking e pianificazione interventi.
• Strumenti di analisi e GIS: per valutare prestazioni a livello territoriale e supportare progetti di riqualificazione.
• Supporto normativo e incentivi: informazioni aggiornate su Ecobonus, Superbonus e altre misure.
• Formazione e aggiornamento: e-learning, tutorial e documentazione tecnica per restare allineati alle normative e alle tecnologie.
• Integrazione con BIM e IFC: per progettazione avanzata e interoperabilità tra software.
Perché è importante? Permette di semplificare la progettazione, migliorare la qualità dei dati, e orientare le scelte impiantistiche verso soluzioni efficienti (pompe di calore, sistemi ibridi, VMC), con valutazioni economiche e ambientali più accurate.