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Copernicus: emissioni degli incendi più alte degli ultimi 15 anni

Secondo i dati Copernicus ci si è trovati di fronte a un’estate estremamente complicata, in cui le emissioni degli incendi boschivi europei raggiungono il livello più alto degli ultimi 15 anni.

Gli incendi devastanti che hanno colpito l’Europa quest’estate hanno causato il livello di emissioni più alto dal 2007, secondo quanto riferito dagli scienziati di Copernicus Atmosphere Monitoring Service. CAMS ha monitorato l’intensità e le emissioni degli incendi giornaliere, e il conseguente impatto sulla qualità dell’aria, di questi e di altri incendi nel mondo per tutta l’estate.

Copernicus Atmosphere Monitoring Service (CAMS) riporta oggi che gli incendi boschivi in Europa hanno causato il livello di emissioni più elevato degli ultimi 15 anni. La combinazione dell’ondata di calore di agosto con le prolungate condizioni di siccità in tutta l’Europa occidentale ha determinato un aumento dell’attività, dell’intensità e della persistenza degli incendi boschivi.

Secondo i dati distribuiti da CAMS Global Fire Assimilation System (GFAS), che si avvale di osservazioni satellitari relative alla localizzazione degli incendi boschivi e della Potenza Radiativa di Fuoco (FRP) – una misura d’intensità per stimare i fattori inquinanti delle emissioni degli inquinanti atmosferici presenti nel fumo, le emissioni degli incendi boschivi totali dell’Unione Europea e del Regno Unito dal 1° giugno al 31 agosto 2022 sono stimate pari a 6.4 megatonnellate di carbonio, il livello più alto per questi mesi dall’estate del 2007.

CAMS, implementato dal Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Raggio (ECMWF) per conto della Commissione Europea e finanziato dall’Unione Europea, riferisce che le emissioni rilevate nell’estate 2022 sono state in larga parte causate dai devastanti incendi che hanno interessato la Francia sud-occidentale e la penisola iberica, con Francia e Spagna con il più alto numero di emissioni causate da incendi boschivi degli ultimi 20 anni.

In altre aree dell’emisfero settentrionale, che tipicamente sperimentano il picco dell’attività di incendi boschivi durante i mesi estivi, le emissioni totali stimate sono state notevolmente inferiori rispetto agli ultimi anni, nonostante alcuni incendi devastanti. La Repubblica di Sacha e il distretto autonomo della Čukotka, nell’estremo oriente della Russia, non hanno registrato lo stesso numero di incendi delle ultime estati: gran parte degli incendi di quest’estate si è infatti verificata più a sud, nel territorio di Chabarovsk. Le regioni più centrali e occidentali della Russia, tra cui il circondario autonomo degli Chanty-Mansi e il distretto di Rjazan’, hanno rilevato un numero maggiore di incendi boschivi, che ha portato a diversi giorni di fumo denso e di peggioramento della qualità dell’aria. Le emissioni totali stimate per gli incendi nei territori del Circondario federale centrale della Russia sono state le più elevate dai grandi incendi delle torbiere che hanno colpito la Russia occidentale nel 2010.

In America settentrionale gli incendi boschivi iniziati in Alaska lo scorso maggio sono proseguiti per tutto il mese di giugno e l’inizio di luglio, con vasti incendi nello Yukon e nei Territori del Nord-Ovest del Canada. Negli Stati Uniti occidentali l’intensità totale giornaliera degli incendi e le emissioni totali stagionali sono state nettamente inferiori in California, Oregon, Washington, Idaho e Montana rispetto alle estati del 2020 e del 2021 e più tipiche per il periodo dell’anno, secondo i dati forniti da CAMS GFAS.

La stagione degli incendi è iniziata nella regione amazzonica tra agosto e settembre. Le emissioni degli incendi giornaliere sono state superiori alla media, nell’Amazzonia legale in Brasile nella seconda metà di agosto hanno portato ad uno dei valori totali più elevati di emissioni per il periodo preso in esame dal 2010 (insieme al 2019-2021). A differenza del resto dell’Amazzonia legale, lo Stato di Amazonas ha registrato emissioni causate da incendi ben oltre la media, risultando il secondo valore totale più alto di luglio-agosto (dopo il 2021) degli ultimi 20 anni. I primi giorni di settembre sono stati caratterizzati da un chiaro aumento di incendi in tutta la regione amazzonica, con valori giornalieri superiori alla media, in diversi Stati amazzonici, portando così un’estesa area di fumo sull’America meridionale. CAMS continua a monitorare da vicino le emissioni causate da incendi e il fumo che ne deriva in tutta la regione.

Previsione di cinque giorni relativa all’aerosol optical depth di CAMS sull’America meridionale inizializzata il 5 settembre alle 00 UTC. Credit: Copernicus Atmosphere Monitoring Service.
Mark Parrington, Senior Scientist ed esperto di incendi boschivi presso Copernicus Atmosphere Monitoring Service, ha commentato: “La portata e la persistenza degli incendi nell’Europa sud-occidentale, che hanno causato il livello più alto di emissioni degli ultimi 15 anni in Europa, sono state estremamente preoccupanti per tutta l’estate. La maggior parte degli incendi si è verificata in luoghi in cui il cambiamento climatico ha aumentato l’infiammabilità della vegetazione, come nell’Europa sud-occidentale e come abbiamo già visto in altre regioni in altri anni. CAMS sta monitorando da vicino le attuali emissioni causate da incendi e il trasporto di fumo nella regione amazzonica e in tutta l’America meridionale, in vista dell’arrivo del picco della stagione degli incendi nelle prossime settimane.”

Maggiori informazioni su come CAMS monitora gli incendi boschivi in tutto il mondo, compresa la localizzazione, l’intensità e le emissioni stimate, nonché il trasporto e la composizione del fumo, sono disponibili sulla pagina del Monitoraggio globale degli incendi.

Ulteriori informazioni sugli incendi dell’estate 2022.

Maggiori informazioni sul monitoraggio degli incendi sono disponibili nel CAMS Wildfire Q&A