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Edilizia: rincaro dei prezzi delle materie prime e dei prodotti

Il presidente di Angaisa Enrico Celin ha recentemente espresso le preoccupazioni della categoria e dell’intera filiera per il forte rincaro dei prezzi di prodotti e materie prime, che stanno accompagnando la crescita del mercato, trainata da bonus e superbonus: “Nei primi quattro mesi del 2021 abbiamo subito aumenti medi del 5-6%, a fronte di un incremento normalmente attestato attorno al 2-3%. A essere in crescita esorbitante, però, è il costo dei polimeri, che ha subito un incremento nell’ordine del 18-19%. Questo porta inevitabilmente a una rimodulazione dei costi dei prodotti. Nel caso delle pompe di calore, l’incremento è nell’ordine del 6-7%. A questo poi si aggiunge una difficoltà nella disponibilità stessa dei prodotti, indotta fra l’altro dalla forte richiesta trainata dagli incentivi legati al superbonus 110%”. Il presidente Celin ha inoltre sottolineato come “l’incertezza della proroga degli incentivi al 2023, che verrà forse fissata a giugno, rischia di essere un collo di bottiglia preoccupante per tutta la filiera. Si tenga conto che le richieste legate al superbonus sono il 10% del totale. La proroga permetterebbe di diluire gli interventi da svolgere, evitando di mettere a repentaglio la qualità dei lavori, oltre che offrire una tempistica più accettabile per chi deve gestire la produzione dell’impiantistica e non solo. In ogni caso, il termine temporale proposto, anche se importante, è assolutamente insufficiente rispetto alle potenzialità espresse dal mercato”.

I nuovi dati del sondaggio congiunturale realizzato da Cresme, attraverso il panel di imprese Cresmelab, evidenziano invece che superando anche i volumi di vendita registrati nel 2019, nonostante il rincaro dei prezzi il mese di marzo 2021 è andato ben oltre le aspettative di un semplice rimbalzo rispetto ad un marzo 2020 compromesso dal primo lockdown. Rispetto a marzo 2020, la crescita delle vendite è stata mediamente del +79,3%. Si tratta di un rimbalzo superiore alle attese, come testimoniato dall’indicatore sintetico mensile Cresme/CLab, che si colloca ad un livello superiore anche rispetto a marzo 2019 (+7,0%). Tra i rispondenti le indicazioni sono unanimemente positive. L’aumento dei prezzi sta caratterizzando questa fase; un terzo delle imprese ha indicato, rispetto all’anno passato, aumenti persino superiori al +5%. Il portafoglio lavori e le richieste di preventivo alimentano la fiducia per i mesi a seguire; le imprese hanno quindi rivisto ulteriormente al rialzo le previsioni per l’annualità 2021, dal +12% indicato precedentemente al +12,5%, dato che permetterebbe di superare abbondantemente i livelli di mercato pre-crisi pandemica (fonte: Cresme).

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