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L’idrogeno per il riscaldamento residenziale

All’evento “L’idrogeno per il riscaldamento residenziale. Una via alternativa alla transizione verso la sostenibilità” a MCE, si è approfondito il ruolo del comparto delle tecnologie di riscaldamento nel processo di transizione energetica.

Il comparto degli impianti termici gioca un ruolo di grande responsabilità nel processo di decarbonizzazione dell’industria. Le linee guida sul risparmio energetico recentemente pubblicate dalla Commissione europea nell’ambito di RepowerEU, infatti, hanno indicato nell’abbandono al 2029 delle caldaie a combustibili fossili non integrate con fonti rinnovabili una delle strade da percorrere su scala comunitaria, e nell’idrogeno il vettore energetico che può guidare questo processo. Assotermica (associazione dei produttori apparecchi e componenti per impianti termici federata Anima Confindustria) si trova, dunque, a sostenere le imprese in questa transizione e vede in un approccio multi-tecnologico, che valorizzi l’utilizzo dell’idrogeno, la migliore strategia da adottare.

«Come Assotermica siamo fermamente convinti che la via più sostenibile per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione sia quella di sfruttare tutte le opzioni a nostra disposizione» ha dichiarato il presidente di Assotermica, Alberto Montanini, in apertura dell’evento svoltosi il 28 giugno a MCE – Mostra Convegno Expocomfort. «Le tecnologie di riscaldamento funzionanti a idrogeno e altri gas rinnovabili sono pronte, e con esse abbiamo la grande opportunità di poter valorizzare la nostra infrastruttura del gas – tra le più estese e capillari del mondo – per sfruttare le enormi potenzialità dei combustibili puliti» ha dichiarato Montanini, ricordando che circa l’85% delle abitazioni in Italia è riscaldato con impianti a gas, per circa 17 milioni di caldaie. «Seppur l’elettrificazione dei consumi sarà una delle direttrici dei prossimi anni, non è pensabile definire dei programmi di decarbonizzazione che non tengano conto di questi numeri e soprattutto del fatto che oggi gli apparecchi sono già progettati e pensati per poter essere alimentati con miscele crescenti d’idrogeno».

Nel corso del convegno è stato presentato da Paolo Conti, ricercatore e docente di fisica tecnica industriale all’Università di Pisa, lo studio “Prestazioni energetiche e ambientali dinamiche e stagionali di generatori termici anche non convenzionali in edifici residenziali di riferimento”, che ha analizzato le prestazioni dinamiche e stagionali di diverse tecnologie di riscaldamento al fine di valutare il possibile contributo delle varie alternative tecnologiche al conseguimento sinergico degli obiettivi di sostenibilità energetica, salvaguardia ambientale e convenienza economica. Lo studio ha anche evidenziato il ruolo delle tecnologie ibride nel futuro dell’energetica degli edifici.

«Questa tipologia di generatori» si legge in conclusione del documento «riesce a unire i vantaggi delle soluzioni a pompa di calore e dei generatori di calore a combustione, ottenendo benefici contemporanei su tutti i tre indicatori (ambientale, energetico ed economico). L’utilizzo di miscele arricchite a idrogeno verde (G222, 23% in volume) consente un ulteriore risparmio del 10% di CO2 rispetto alla combustione del gas naturale, riducendo anche le emissioni di NOx».