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L’Osservatorio Digital presenta i numeri dell’eCommerce b2b in Italia

L’eCommerce b2b in Italia vale oggi 406 mld di Euro, un quinto delle imprese nazionali ha investito nel digital b2b, mentre il 38,5% ha in programma di investire entro il 2022.

Secondo i dati degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, aumenta l’incidenza dell’eCommerce b2b sul totale delle transazioni b2b (2.500 mld), dal 19% al 20%, dove i settori più digitalizzati sono largo consumo, automotive e farmaceutico. Per il 48,6% delle imprese la pandemia ha spinto la digitalizzazione dei processi b2b, il 23,8% ha sentito la necessità di investire in soluzioni digitali nel 2020, il 18,4% ha attivato progetti. Nei prossimi due anni investimenti concentrati su automazione dei processi, blockchain, AI e monitoraggio della supply chain. Sono 2 miliardi le fatture elettroniche nel 2020, -4% sul 2019. Le prime regioni per numero di fatture scambiate sono Lombardia e Lazio; fra i settori guidano commercio e utility, la ristorazione tra i settori più in sofferenza.

Gli obblighi normativi e gli effetti della pandemia hanno allargato il divario fra le aziende già digitalizzate, che nel 2020 hanno avuto un fatturato stabile o in crescita, e le imprese tradizionali, che hanno faticato a garantire continuità operativa alle proprie attività. Per quasi la metà delle imprese italiane la crisi sanitaria ha dato un forte impulso alla digitalizzazione dei processi b2b, circa una su cinque ha investito in soluzioni digitali e il 38,5% prevede di introdurre entro i prossimi due anni strumenti per il digital b2b, fra cui emergono le soluzioni per l’automazione dei processi (16%), blockchain e intelligenza artificiale (13,8%), strumenti per monitorare la supply chain (13,1%).

Anche l’eCommerce b2b ha retto l’urto della pandemia raggiungendo un valore di 406 miliardi di euro. In un anno in cui le transazioni b2b si sono ridotte del 6%, l’eCommerce b2b ha segnato solo un -1% e ha aumentato dell’1% rispetto al 2019 la sua incidenza sul totale degli scambi b2b (2.500 miliardi di euro), che è passata dal 19% al 20%. Le transazioni digitali fra aziende italiane ed estere valgono invece 127 miliardi di euro (-5%), il 29% del transato estero B2b (434 miliardi), con l’automotive come primo settore, seguito da tessile-abbigliamento e meccanica. Questi alcuni dei dati raccolti nella ricerca dell’Osservatorio Digital b2b della School of Management del Politecnico di Milano.

La digitalizzazione dei processi b2b per il 48,6% delle imprese italiane è stata spinta dall’emergenza sanitaria, che ne ha accelerato processi. Quasi una su quattro, il 23,8%, ha sentito la necessità di investire in soluzioni digitali, in particolare per la gestione della firma (6,8%), per la digitalizzazione dei processi interni (6,2%) e per la conservazione dei documenti (5,5%). Il 18,4% ha attivato iniziative di digitalizzazione già nel corso del 2020, soprattutto per l’introduzione di firme digitali (7,3%), di strumenti per lo scambio di documenti elettronici (6%), di software a supporto dei processi interni (5,4%) e di tool per la conservazione digitale (3,5%). Nei prossimi due anni il 38,5% delle imprese prevede di investire in strumenti per digitalizzare i processi B2b. Il PNRR rappresenta una grande opportunità per realizzare questi investimenti: il 21% dei 191,5 miliardi messi a disposizione dell’Italia è dedicato alla digitalizzazione della PA, delle imprese e dei comparti turismo e cultura. Le imprese beneficeranno di 30,57 miliardi di euro che possono costituire un contributo fondamentale all’ammodernamento tecnologico del nostro tessuto industriale. La sfida dei prossimi anni sarà sviluppare progetti in grado di valorizzare al meglio questo tesoretto.

Sono 19mila le imprese che nel 2020 hanno utilizzato l’EDI per scambiarsi i principali documenti del ciclo dell’ordine, senza variazioni significative rispetto al 2019. Crescono invece del 5% i documenti scambiati che includono fatture, ordini, conferme d’ordine e avvisi di spedizione. Nell’ambito dell’eCommerce b2b cresce sempre più l’interesse verso i marketplace b2b, che iniziano a essere molto utilizzati anche per le relazioni tra imprese. Il transato realizzato tramite queste piattaforme è infatti cresciuto del 67% tra il 2019 e il 2020. Si prevede un utilizzo sempre più massiccio grazie alla facilità di utilizzo e alla possibilità di connessione diretta tra gli attori della filiera.

A seguito dell’obbligo di fatturazione elettronica, molte aziende hanno iniziato a interessarsi alle tecnologie per l’automazione dei processi, ritenute la priorità di investimento entro il 2022 dal 16% delle imprese italiane. L’Osservatorio ha censito 33 applicazioni di Robotic Process Automation (RPA) nei processi amministrativi e di supply chain a livello internazionale. Il 67% di queste soluzioni è focalizzato sul ciclo ordine-consegna-fatturazione-pagamento e in particolare sulla fase di fatturazione, con 21 casi.

La tecnologia che sta attirando più interesse da parte delle aziende è l’intelligienza artificiale, protagonista di 120 progetti a livello internazionale, di cui il 58% già operativo, a testimonianza di una crescente maturità delle iniziative e una maggiore consapevolezza sull’uso di questa tecnologia nelle imprese. Le soluzioni di AI trovano applicazione soprattutto nei processi di pianificazione, rifornimento e monitoraggio della supply chain (48%), poi vengono le applicazioni trasversali a più processi (45%) e come supporto al ciclo dell’ordine (7%).

Ancora indietro le soluzioni di blockchain applicata alla supply chain. Su 206 progetti censiti, incentrati prevalentemente sul monitoraggio della supply chain e sul supporto al ciclo dell’ordine, solo il 12% è operativo. Ma sono in crescita i progetti che prevedono il coinvolgimento di un ecosistema esteso, composto non solo da partner di business ma anche da enti governativi, agenzie internazionali e aziende appartenenti ad altri mercati sinergici.

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