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Riduzione del carbonio: Italia a quarto posto in Europa

Sul tema della riduzione del carbonio in Europa, Wärtsilä pubblica una valutazione della riduzione di carbonio delle 10 principali potenze continentali.

Con un taglio delle emissioni del 7,8% (da 6,2MtCO2 a 72,9Mt) rispetto al 2019, l’Italia si posiziona al quarto posto nella classifica della riduzione del carbonio in Europa. Il risultato è stato ottenuto grazie al basso carico (-5,1%) e a una minore produzione di carbone (-15,5%) e gas (-1,5%). Incide anche la graduale interruzione dell’utilizzo di carbone da parte di Enel e il relativo passaggio al gas. La produzione da fonti rinnovabili è aumentata sia in numero relativo che assoluto (% della generazione totale: + 2,7%; generazione assoluta in TWh: + 1%). Cambia l’equilibrio del mix elettrico italiano: le rinnovabili rappresentano una quota maggiore, mentre i combustibili fossili (soprattutto il carbone) rappresentano una quota minore rispetto al passato.

Nelle 10 maggiori economie europee, le emissioni sono diminuite del 7% (da 36,7MtCO2 a 489,1Mt) dal 1° aprile 2020 al 31 marzo 2021, ovvero più delle emissioni combinate di Austria e Spagna nello stesso periodo. L’impatto della pandemia, insieme all’eliminazione graduale del carbone in alcuni mercati europei, ha accelerato il ritmo della transizione del sistema elettrico in tutto il continente, con la quota di energie rinnovabili che ha raggiunto livelli che non erano previsti per i prossimi 10 anni. La scheda di valutazione di Wärtsilä mette in evidenza quali sono i paesi leader e quali sono meno efficienti in tutto il continente. In generale, i dati del Wärtsilä Energy Transition Lab mostrano una significativa disparità tra le potenze europee in termini di riduzione delle emissioni di CO2 nella generazione di elettricità nell’ultimo anno.

L’Italia

Con un taglio delle emissioni del 7,8% (da 6,2MtCO2 a 72,9Mt) rispetto al 2019, l’Italia è al quarto posto di questa classifica. I risultati italiani sono stati trainati da una minore domanda di energia elettrica (-4,8%) e da una maggiore quota di generazione rinnovabile (+ 2,5%). Se nella prima metà del 2020 la produzione di carbone per la generazione elettrica è diminuita del 19,3%, anche la produzione di gas è calata (-12,6%), per poi vedere la curva ricrescere nella seconda metà dell’anno (+3,6%). (Tuttavia, il gas ha emissioni di CO2 inferiori rispetto al carbone). La produzione da fonti rinnovabili è aumentata sia in numero relativo che assoluto (% della generazione totale: + 2,7%; generazione assoluta in TWh: + 1%). Cambia così l’equilibrio del mix elettrico italiano: le rinnovabili rappresentano una quota maggiore, mentre i combustibili fossili (soprattutto il carbone) rappresentano una quota minore rispetto al passato.

Anette Danielsson, Financial Analyst Wärtsilä Energy, ha dichiarato:

“Molti paesi in Europa avevano già annunciato programmi di eliminazione graduale del carbone, ma la pandemia ha dato una spinta importante a questo sviluppo: la riduzione della domanda di elettricità, i prezzi medi più bassi e la diminuzione dei prezzi del gas naturale hanno scongiurato le ragioni economiche che sono alla base della produzione di carbone, spingendolo fuori dal mix di generazione. Nel caso dell’Italia, la produzione di carbone per la produzione elettrica è calata del 17,5% nel 2020 rispetto al 2019, rappresentando solo il 7,6% della produzione totale. Questa è sicuramente la direzione giusta per il settore elettrico, considerando soprattutto gli importanti obiettivi di riduzione delle emissioni che l’Italia si è prefissata”.

I dati europei

L’Austria ha conquistato il primo posto con il maggior calo delle emissioni – 28,8% anno su anno. Questo risultato è stato reso possibile dalla chiusura dell’ultima centrale a carbone del Paese nell’aprile 2020. L’Austria è però settima se si considera il tonnellaggio effettivo di riduzione delle emissioni (da 1,7MtCO2 a 4,2Mt) a causa delle emissioni del settore elettrico relativamente basse. La Spagna è seconda, ma ha raggiunto il calo maggiore in termini di emissioni tagliandole del 24,1% (da 10,2MtCO2 a 32,1Mt), grazie alla chiusura con successo di sette delle quindici centrali a carbone nel giugno 2020. I Paesi Bassi si sono classificati al terzo posto, con la produzione in calo del 17,9% nonostante il carico in aumento del 3,9%. Il Paese ha importato quasi 40 TWh (netti) da Germania, Regno Unito, Belgio e Norvegia. Il Regno Unito ha registrato la quinta più grande diminuzione delle emissioni di carbonio del settore elettrico dal 1° aprile 2020. Le emissioni energetiche del Regno Unito sono diminuite del 7,6% (4MtCO2 – pari alle emissioni annuali totali di quasi 500.000 cittadini britannici per un totale di 48,6Mt) grazie a un calo del 5,4% del carico totale e di una riduzione del 42,2% nella produzione di carbone. La Germania, la più grande potenza economica dell’UE, si è classificata settima con una riduzione dell’1,8% (2,9MtCO2 a 154,2.), ma la produzione è effettivamente diminuita del 4,1%, con un leggero aumento dell’intensità di carbonio del 2,4%

“L’impatto causato dalla pandemia di Covid-19 è paragonabile alla vittoria di una medaglia d’oro mentre ti si slogano entrambe le caviglie. Abbiamo raggiunto riduzioni di carbonio da record, ma la nostra economia globale è stata messa a dura prova. Ad un anno dall’inizio del lockdown, occorre concentrarsi su un approccio strategico, scientifico e intelligente alla riduzione delle emissioni di carbonio che consenta di raggiungere l’Accordo di Parigi, a vantaggio dell’economia e al fine di migliorare la qualità della vita. La domanda di energia aumenterà e con essa le emissioni. Occorre cogliere questo momento ed essere ambiziosi con gli investimenti in energie rinnovabili e tecnologie flessibili, pur restando altamente competitivi” – conclude Anette Danielsson.

Il Wärtsilä Energy Transition Lab è una piattaforma dati gratuita per aiutare l’industria, i responsabili politici e il pubblico a comprendere l’impatto di Covid-19 sui mercati elettrici europei e ad analizzare cosa ciò significhi per i futuri sistemi energetici. L’obiettivo è contribuire ad accelerare la transizione al 100% di energie rinnovabili. Wärtsilä è player globale nella fornitura di tecnologie intelligenti e di soluzioni complete per l’intero ciclo di vita, sia nel mercato navale, sia in quello dell’energia. Innovazione sostenibile, efficienza totale e gestione dei big data sono gli elementi con cui Wärtsilä ottimizza le perfomance ambientali ed economiche dei propri impianti, che si tratti di navi o di centrali elettriche.

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