La riqualificazione impianti sarà uno dei temi più rilevanti per il futuro del settore termotecnico ed energetico. È quanto emerso durante la conferenza organizzata da ANICA – Associazione Nazionale Innovazione Comfort Ambiente nell’ambito di SAIE Bologna 2026, appuntamento che ha riunito imprese, professionisti e operatori della filiera per discutere delle trasformazioni che interesseranno il mercato tra il 2026 e il 2036.
L’incontro, dal titolo “Dai sistemi di riscaldamento al comfort sostenibile: competenze e formazione per l’impiantistica del decennio 2026-2036”, ha posto l’attenzione sull’evoluzione tecnologica degli impianti, sulla decarbonizzazione degli edifici e sulla crescente necessità di competenze specialistiche per affrontare la transizione energetica.
Da prodotti a sistemi integrati per il comfort
Ad aprire i lavori è stato David Herzog, Presidente di ANICA, che ha illustrato il piano strategico dell’associazione per il prossimo decennio. Secondo ANICA, il settore sta vivendo una trasformazione che porta a superare la logica del singolo generatore per adottare una visione orientata a sistemi integrati in grado di garantire comfort, efficienza energetica e sostenibilità durante l’intero ciclo di vita dell’impianto. La crescente diffusione di pompe di calore, sistemi ibridi, accumuli energetici, fonti rinnovabili e piattaforme digitali di controllo richiede infatti una progettazione sempre più coordinata tra le diverse tecnologie. In questo contesto assumono particolare importanza la formazione tecnica e l’aggiornamento professionale di progettisti, installatori e manutentori. Attraverso il proprio programma formativo, ANICA intende supportare aziende e operatori nell’acquisizione delle competenze necessarie per gestire impianti sempre più evoluti e rispondere agli obiettivi di riduzione delle emissioni previsti dalle politiche europee.
Il patrimonio impiantistico esistente al centro della transizione
Uno dei momenti centrali della conferenza è stato l’intervento di Jacques Gandini, Segretario Generale di ANICA, che ha affrontato il tema della riqualificazione impianti installati tra gli anni Ottanta e i primi anni Duemila. Secondo Gandini, la sostituzione dei soli generatori non è più sufficiente per conseguire i livelli di efficienza richiesti dall’attuale scenario energetico. Diventa invece necessario valutare l’intero sistema edificio-impianto, considerando distribuzione, regolazione, gestione energetica e integrazione con le fonti rinnovabili. Nel suo intervento è stato ripercorso il percorso evolutivo che ha caratterizzato il settore negli ultimi quarant’anni. Negli anni Ottanta la diffusione del gas naturale ha favorito il progressivo abbandono di combustibili come gasolio e nafta, contribuendo allo sviluppo dell’industria italiana delle caldaie murali. Negli anni Novanta, con la Legge 10/1991 e il D.P.R. 412/1993, si è affermato il concetto di efficienza del sistema edificio-impianto, introducendo strumenti come regolazione climatica, valvole termostatiche e contabilizzazione del calore. Il decennio successivo ha visto l’introduzione della certificazione energetica e dei requisiti prestazionali degli edifici, mentre gli anni Duemila sono stati caratterizzati dalla diffusione delle fonti rinnovabili, delle pompe di calore, delle caldaie a condensazione e dei sistemi ibridi. Oggi il settore è chiamato a confrontarsi con nuove sfide legate alla revisione della Direttiva EPBD, al Green Deal europeo, al pacchetto Fit for 55, all’ETS2 e alla revisione del Regolamento F-Gas, che stanno accelerando il passaggio verso edifici digitalizzati, elettrificati e a basse emissioni.
Sicurezza, evacuazione fumi e integrazione tecnologica
La conferenza ha ospitato anche gli interventi di alcune aziende associate ANICA. AN Camini ha approfondito il tema della sicurezza e dell’adeguamento dei sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione, evidenziando come la riqualificazione impianti debba necessariamente includere una verifica delle canne fumarie e delle soluzioni di scarico fumi per garantire conformità normativa e sicurezza di esercizio. Particolare attenzione è stata dedicata anche alle opportunità derivanti dall’integrazione tra diverse tecnologie energetiche.
Roberto Torri, CTO di Green Power Technologies, ha illustrato gli sviluppi della micro-cogenerazione integrata con pompe di calore, evidenziando il potenziale di queste configurazioni negli edifici residenziali e nei contesti urbani. La combinazione di differenti sistemi di produzione energetica richiede però una progettazione accurata, capace di valutare consumi, fabbisogni e modalità di gestione dell’intero impianto.
Formazione e competenze per il decennio 2026-2036
Uno dei messaggi emersi con maggiore forza dai lavori di ANICA riguarda il ruolo delle competenze professionali. L’accelerazione tecnologica in corso impone infatti un aggiornamento continuo per installatori, progettisti e manutentori chiamati a operare su impianti che integrano pompe di calore, accumuli, energie rinnovabili, sistemi di building automation, comunità energetiche e strumenti di gestione supportati dall’intelligenza artificiale. Per ANICA il futuro dell’impiantistica non dipenderà soltanto dall’evoluzione delle tecnologie disponibili, ma anche dalla capacità dell’intera filiera di sviluppare nuove competenze e di adottare un approccio orientato ai sistemi. Come sottolineato da Jacques Gandini, il settore non parla più soltanto di generatori di calore ma di edifici intelligenti, digitalizzazione, integrazione energetica e decarbonizzazione. La sfida del prossimo decennio sarà accompagnare professionisti e imprese verso una nuova cultura del comfort sostenibile, capace di coniugare innovazione tecnologica, competitività industriale ed efficienza energetica.

Condividi l'articolo
Scegli su quale Social Network vuoi condividere