Progettazione impianti ITS e HVAC: il software al servizio del progettista

La progettazione impianti ITS e HVAC si muove oggi in un quadro tecnico e regolamentare in rapidissima evoluzione: metodi di calcolo dinamici orari, obiettivi di decarbonizzazione sempre più stringenti, obblighi crescenti di integrazione delle fonti rinnovabili, interoperabilità BIM richiesta dalle stazioni appaltanti e un ricambio normativo che ha impattato su alcuni pilastri della disciplina energetica, dal decreto requisiti minimi alle portate di ventilazione.

In questo scenario il software di calcolo non è più un semplice esecutore di formule, ma un vero ambiente di progetto: il dato viene inserito una sola volta e alimenta in cascata la valutazione delle condizioni di picco, le verifiche progettuali, il dimensionamento dei componenti, la relazione tecnica e gli elaborati grafici. Le suite professionali si strutturano tipicamente in una serie energetica, dedicata a potenze, fabbisogni e verifiche legislative, e una serie impiantistica, focalizzata su reti, terminali, centrali e contabilizzazione, condividendo lo stesso modello di edificio.

Impianti ITS e HVAC: ambiti e riferimenti normativi

Con l’acronimo ITS (idrotermo-sanitari) si indica l’insieme degli impianti meccanici per la gestione dei flussi idronici e aeraulici asserviti all’edificio: impianti idrico-sanitari, impianti termici per climatizzazione invernale ed estiva e produzione di ACS, reti gas e sistemi di termoregolazione e contabilizzazione. Ciascun sottosistema ha un proprio corpus normativo: la UNI 9182 e la serie UNI EN 806 per l’acqua sanitaria, la UNI EN 12056 per gli scarichi, la UNI EN 12831 per il carico termico di progetto, le UNI/TS 11300 e la UNI EN ISO 52016-1 per i fabbisogni, la UNI 10200 per la ripartizione delle spese. HVAC è invece l’acronimo di Heating, Ventilation and Air Conditioning e porta al centro il trattamento dell’aria: UTA, reti di canali, sistemi VMC, gruppi frigoriferi e pompe di calore. L’obiettivo non è solo il controllo della temperatura, ma il governo simultaneo di temperatura, umidità relativa, qualità dell’aria interna e comfort acustico, con riferimento alla UNI EN ISO 7730 e alla serie UNI EN 16798.

Il flusso di progetto assistito dal software

Il flusso segue una sequenza precisa: dati climatici della località (UNI 10349), modellazione del fabbricato suddiviso in zone termiche, calcolo del carico termico invernale (UNI EN 12831-1) e dei carichi estivi (metodo Carrier-Pizzetti), calcoli di energia, verifiche di legge e relazione tecnica. Solo a valle si passa al dimensionamento di terminali, reti idroniche e aerauliche, centrale termica e sistemi di contabilizzazione. Il valore dell’integrazione sta nella continuità del dato: ogni modifica al modello si propaga su tutti gli elaborati, eliminando la principale fonte di errore dei flussi tradizionali, ovvero il reinserimento manuale.

Metodo mensile e orario, firma energetica e BIM

Il metodo mensile delle UNI/TS 11300 resta il riferimento per la maggior parte dei calcoli regolamentari, ma non coglie dinamiche giornaliere, profili di occupazione ed effetti dell’inerzia termica. Il metodo dinamico orario della UNI EN ISO 52016-1 risolve il bilancio per tutte le 8.760 ore dell’anno, dando il meglio nel raffrescamento e negli edifici non residenziali. Tra gli strumenti di sintesi spicca la firma energetica, che rappresenta la potenza richiesta in funzione della temperatura esterna e diventa termine di paragone per commissioning e monitoraggio. Sul fronte BIM, il D.Lgs. 36/23 modificato dal D.Lgs. 209/24 ha reso obbligatoria l’adozione progressiva per le opere sopra soglia. La chiave dell’interoperabilità è il formato IFC, che consente lo scambio del modello tra piattaforme differenti. Restano due avvertenze: la qualità del calcolo dipende da quella del modello importato, e il BIM automatizza il trasferimento del dato, non la sua interpretazione.

Il nuovo quadro normativo e le portate di ventilazione

Il D.M. 28.10.25 aggiorna il decreto requisiti minimi e si applica ai titoli abilitativi richiesti dal 3 giugno 2026: l’edificio di riferimento include ora anche i ponti termici e le verifiche di trasmittanza e del coefficiente H’T vengono rimodulate. Il D.Lgs. 5/26, recepimento della direttiva RED III, estende gli obblighi di copertura da FER anche alle ristrutturazioni importanti di primo e secondo livello e agli interventi sull’impianto termico. Sullo sfondo resta il recepimento della direttiva EPBD IV. Sul fronte aeraulico, il ritiro della UNI 10339 nel luglio 2024 ha spostato il riferimento sulla UNI EN 16798-1:2019, completata nel 2025 dall’appendice nazionale UNI EN 16798-1/NA:2025. Il cambiamento è di filosofia: dalla prescrizione tabellare si passa a un approccio prestazionale basato su categorie di qualità dell’ambiente interno.

Un processo informativo continuo

La progettazione impianti ITS e HVAC si configura come un processo informativo continuo, in cui la qualità del risultato dipende dalla coerenza del dato lungo l’intero percorso. Metodo orario, firma energetica, interoperabilità IFC, verifiche aggiornate ai nuovi decreti e portate secondo la UNI EN 16798 non sono adempimenti separati, ma sfaccettature interconnesse dello stesso modello di edificio.