Il drenaggio sifonico delle acque meteoriche è la soluzione scelta per rispondere a esigenze architettoniche complesse e piogge intense, garantendo lo smaltimento rapido delle acque con tubazioni ridotte e integrate nell’involucro edilizio, a beneficio di efficienza, sicurezza e flessibilità progettuale.
Un impianto per l'”architettura del vino”
Il nuovo polo Monteleone 21 di Masi, storico marchio della Valpolicella e riferimento internazionale per l’Amarone e la tecnica dell’appassimento, unisce tradizione e innovazione architettonica. In questo contesto, caratterizzato da ampie superfici e design complesso, è stato adottato un sistema di drenaggio a effetto sifone Wavin Quickstream, capace di smaltire rapidamente elevate portate meteoriche. L’impianto copre oltre 1.000 m² con 9 ricettori e 3 linee di scarico, convogliando fino a 47,3 l/s verso pozzetti e vasca di laminazione. Masi affonda le radici nella Valpolicella Classica fin dal 1772, quando la famiglia Boscaini acquisì i primi vigneti nel Vaio dei Masi. Sotto la guida di Sandro Boscaini, l’azienda ha saputo coniugare tradizione e innovazione, distinguendosi per la maestria nell’appassimento e per vini iconici come l’Amarone e il Campofiorin. La nuova sede Monteleone 21, inaugurata nel 2025 a Gargagnago, integra produzione, ospitalità ed enoturismo in un progetto architettonico contemporaneo e sostenibile, in linea con il programma Masi Green, perfettamente inserito nel paesaggio collinare grazie a soluzioni ipogee e materiali naturali.
Perché la scelta del sistema sifonico
La superficie molto ampia del nuovo polo Masi, la necessità di smaltire rapidamente le acque durante precipitazioni intense e l’obbligo di integrare l’impianto in un edificio dal design complesso hanno reso necessario l’utilizzo di tubazioni di diametro ridotto, facilmente occultabili nella facciata. Per questo motivo lo Studio Architetti Mar, guidato da Giovanna Mar, ha optato per un impianto di drenaggio sifonico in alternativa a una soluzione tradizionale a gravità, che consente una netta riduzione del numero di tubazioni discendenti e dei carichi gravanti sulla struttura. La scelta è ricaduta su Wavin Quickstream, tra le soluzioni più apprezzate per lo scarico dei tetti di edifici non residenziali con struttura complessa. L’impianto copre una superficie di poco superiore a 1.000 m², suddivisa tra una sezione a giardino pensile e una in lamiera, ed è in grado di drenare 47,3 l/s all’intensità pluviometrica di progetto. Le acque confluiscono in tre pozzetti di scarico e vengono poi convogliate in una vasca di laminazione che ne favorisce lo smaltimento nei terreni confinanti.
Componenti dell’impianto
La soluzione Wavin Quickstream installata presso Masi Agricola comprende 9 ricettori con relativi connettori, installati tra i telai fissi dei serramenti e le staffe a “elle” della parete ventilata; 3 collettori orizzontali paralleli alle linee di impluvio, posati in un controsoffitto esterno; 3 tubazioni discendenti fino ai pozzetti ventilati. I collettori, non richiedendo alcuna pendenza, si integrano nella struttura e semplificano l’installazione grazie a uno staffaggio a binario in acciaio, ottimizzando anche la disposizione di impianti complementari come antincendio e aria condizionata. I 9 ricettori in acciaio inox e alluminio, dotati di flange con guarnizioni in EPDM, captano le acque favorendo l’innesco del sistema grazie a un design che impedisce l’ingresso dell’aria al raggiungimento della portata di progetto.
Materiali e specifiche tecniche
Tubazioni e raccordi in polietilene ad alta densità, connessi mediante manicotti a elettrofusione, garantiscono la tenuta del sistema; lo staffaggio, con binari in acciaio zincato e bracciali dedicati, assorbe le sollecitazioni assiali dovute agli sbalzi termici e sostiene le tubazioni piene d’acqua. Nell’Area 1, sulla facciata interna (597 m², 4 ricettori), il primo collettore da circa 55 m con diametro 90-110 mm si innesta in un tubo DN 75 che scende di 2,4 m fino a un secondo collettore DN 110 di circa 22 m complessivi, prima di confluire nel primo pozzetto. Nell’Area 2, sulla facciata esterna (538 m²), la Linea 2 conta 3 ricettori con tubazioni da 63 mm che discendono per 3,26 m fino a un collettore da 36 m (110-125 mm), per poi scendere ulteriormente fino al secondo pozzetto ventilato; la Linea 2B, con 2 ricettori e connessioni DN 50, confluisce dopo circa 7 m nel terzo pozzetto.
I vantaggi del sistema
Il sistema sifonico Wavin Quickstream riduce il numero di ricettori e dei relativi punti di infiltrazione sul tetto; garantisce massima tenuta grazie alla saldatura continua dei giunti tramite elettrofusione; assicura sicurezza in caso di sovraccarico della rete fognaria esterna, continuando a funzionare e scaricando l’acqua al suolo attraverso il pozzetto interrato; offre affidabilità e alte velocità di scorrimento grazie al riempimento completo delle tubazioni; permette un risparmio economico riducendo diametri, tempi di installazione e necessità di trincee interrate; infine, ottimizza gli spazi evitando interferenze con le strutture portanti dell’edificio.

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