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Unità esterna condizionatore: perché installarla più in basso dello split

L’unità esterna del condizionatore non deve obbligatoriamente trovarsi più in basso rispetto all’unità interna: molti impianti funzionano perfettamente con la motocondensante sul tetto e lo split in camera. Tuttavia, posizionare l’unità esterna più in basso resta la configurazione ideale, capace di prevenire alcuni problemi di funzionamento, per almeno tre motivi tecnici fondamentali.

Il primo riguarda il ritorno dell’olio al compressore. Il compressore, alloggiato nell’unità esterna, contiene un olio lubrificante indispensabile per il suo funzionamento, e una piccola quantità di questo olio circola inevitabilmente nel circuito insieme al gas refrigerante. Quando l’unità esterna si trova più in basso, l’olio scende naturalmente verso il compressore per gravità, agevolando il flusso. Se invece l’unità esterna è posizionata più in alto, l’olio deve risalire le tubazioni contro la forza di gravità per tornare al compressore: con un dislivello eccessivo, l’olio ristagna nei punti bassi del circuito, lasciando il compressore a secco e rischiando di danneggiarlo.

Il secondo motivo riguarda la gestione della condensa. L’unità interna deumidifica l’aria producendo acqua, e se l’unità esterna è più in basso, i tubi del gas e quello della condensa possono seguire lo stesso percorso discendente, permettendo all’acqua di uscire per semplice gravità. Se invece l’unità interna fosse più in basso rispetto allo scarico, l’acqua non potrebbe risalire i tubi e finirebbe per gocciolare all’interno dell’abitazione, a meno di installare una pompa di scarico condensa.

Il terzo motivo riguarda il rischio di arrivo di liquido al compressore. Se l’unità esterna è posta più in alto di quella interna, all’arresto del compressore l’evaporatore può allagarsi di liquido, sia quello contenuto nella tubazione da ¼ di pollice proveniente dal dispositivo di espansione, sia quello che si condensa nel tubo di aspirazione da 3/8 di pollice: entrambi tornerebbero per gravità allo split interno. Alla ripartenza, lo scambiatore interno risulterebbe quindi allagato e, specialmente nelle apparecchiature con tubo capillare prive di controllo del surriscaldamento, si potrebbero verificare colpi di liquido al compressore.