I sistemi ibridi pompa di calore-caldaia rappresentano, secondo Assotermica, la chiave di volta per una transizione energetica sostenibile del riscaldamento domestico, capace di coniugare decarbonizzazione e sicurezza delle reti energetiche nazionali. Il tema è stato al centro di una riflessione del Presidente di Assotermica, Giuseppe Lorubio, sui limiti strutturali delle attuali infrastrutture elettriche italiane.
I disservizi e i sovraccarichi che possono interessare le reti elettriche nei periodi di forte domanda legata al condizionamento estivo sono un campanello d’allarme di una criticità più profonda: cosa succederebbe se l’elettrificazione spinta, imposta dalle direttive europee, riguardasse in modo integrale anche il riscaldamento invernale? Lorubio ha analizzato i colli di bottiglia e i limiti delle attuali infrastrutture energetiche nazionali, evidenziando il rischio di investimenti molto elevati a carico della collettività, che potrebbero invece essere evitati con un approccio più pragmatico e tecnologicamente neutrale.
Il nodo della domanda di picco invernale
Se oggi i condizionatori d’aria non servono la totalità delle abitazioni italiane, la situazione per il riscaldamento invernale è opposta: la rete deve garantire la copertura del 100% delle utenze. Un passaggio integrale e repentino alle pompe di calore elettriche comporterebbe più che un raddoppio della domanda di picco di energia nei mesi freddi. Per sostenere questo carico, la sola rete di distribuzione elettrica italiana necessiterebbe di un potenziamento strutturale imponente, stimato in circa 170 miliardi di euro.
Le reti gas come backup di potenza
Un’alternativa logica e sostenibile esiste già ed è supportata da evidenze scientifiche. Il Presidente di Assotermica ha citato lo Studio Guidehouse, un’analisi di sistema a livello europeo che dimostra come l’utilizzo delle reti gas esistenti, già abbondantemente dimensionate, come backup di potenza permetterebbe di evitare il 54% del picco di energia sulle reti elettriche. Invece di procedere a una dismissione totale e antieconomica delle infrastrutture del gas, la strategia proposta punta sulla loro progressiva decarbonizzazione attraverso l’introduzione di molecole verdi come il biometano, in coerenza con gli obiettivi del PNIEC nazionale.
Gli apparecchi ibridi come soluzione tecnica
In questo scenario, i sistemi ibridi pompa di calore-caldaia integrano una pompa di calore con una caldaia di ultima generazione: la caldaia supporta la pompa di calore durante le fasi invernali termicamente più critiche e nella produzione di acqua calda sanitaria. In questo modo si azzera il rischio di congestione della rete elettrica, sfruttando l’energia rinnovabile del biometano e garantendo la massima efficienza al minor costo possibile per i cittadini.
Assotermica ribadisce quindi la necessità di orientare gli investimenti nazionali in modo efficiente, promuovendo un mix energetico intelligente e un modello multi-vettore che salvaguardi la sicurezza del sistema e la sostenibilità economica del Paese, con i sistemi ibridi pompa di calore-caldaia come tassello centrale di questo approccio.

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