Normativa

Partenariato pubblico privato: ASSISTAL propone il modello spagnolo

Partenariato pubblico privato e investimenti per l’efficientamento energetico sono al centro delle osservazioni presentate recentemente da ASSISTAL durante un’audizione presso la Commissione VIII della Camera dei deputati, dedicata alle iniziative sulla disciplina della finanza di progetto dopo la recente sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea relativa al diritto di prelazione del promotore.

Secondo l’Associazione, è necessario intervenire rapidamente per garantire certezza normativa a uno strumento che negli anni ha sostenuto numerosi interventi di riqualificazione energetica e ammodernamento delle infrastrutture pubbliche. Il timore è che l’attuale fase di incertezza possa rallentare l’avvio di nuovi progetti e incidere sulla capacità di attrarre investimenti privati a supporto della Pubblica Amministrazione.

La questione nasce dalla sentenza della Corte di giustizia UE del 5 febbraio 2026 (causa C-810/24), che ha dichiarato incompatibile con i principi di concorrenza il diritto di prelazione riconosciuto al promotore. Tale meccanismo consentiva all’operatore che aveva presentato la proposta progettuale iniziale di adeguare la propria offerta a quella migliore emersa in gara e ottenere comunque l’aggiudicazione dell’appalto.

La decisione europea ha aperto una fase di forte incertezza, soprattutto per le procedure già avviate e costruite attorno a una disciplina oggi non più applicabile. Molte amministrazioni si trovano infatti a gestire percorsi che potrebbero essere esposti a contestazioni e ricorsi, con il rischio di rallentamenti nell’attuazione degli interventi.

Per evitare effetti negativi sul partenariato pubblico privato, ASSISTAL ha illustrato una proposta ispirata al cosiddetto “modello spagnolo”. L’ipotesi prevede l’introduzione di un punteggio tecnico aggiuntivo del 5% a favore del promotore, accompagnato da un rimborso più significativo delle spese sostenute nel caso in cui il progetto non venga aggiudicato.

Nel corso dell’audizione, il Presidente di ASSISTAL Roberto Rossi ha evidenziato come le imprese che assumono il ruolo di promotore affrontino costi rilevanti legati a studi di fattibilità, progettazione, sviluppo del know-how e attività preliminari, con investimenti che possono superare il milione di euro. In assenza di adeguati meccanismi di valorizzazione, il rischio è una riduzione dell’interesse delle aziende verso iniziative che richiedono un importante impegno economico prima ancora dell’avvio della gara.

ASSISTAL ha inoltre sottolineato la necessità di distinguere tra procedure già concluse e procedure ancora in fase transitoria. Per le prime, l’Associazione ritiene opportuno evitare modifiche che potrebbero generare ulteriore contenzioso; per le seconde, auspica un intervento del Governo in grado di accompagnare il passaggio al nuovo quadro normativo.

Il messaggio emerso durante l’audizione è chiaro: la finanza di progetto continua a essere uno strumento importante per sostenere investimenti pubblici in settori come l’efficientamento energetico e la modernizzazione degli impianti. Per garantire continuità al mercato, secondo ASSISTAL, occorre trovare un equilibrio tra tutela della concorrenza e valorizzazione del contributo progettuale fornito dalle imprese promotrici.