La contabilizzazione dell’energia termica è solo una parte del percorso verso l’efficienza energetica degli edifici, a più di dieci anni dall’emanazione del D.Lgs. 102/14, che ha recepito la Direttiva 2012/27/UE (EED). A che punto siamo rispetto all’obiettivo di consumare solo ciò che serve davvero, fissato da EED, RED e EPBD? Verosimilmente manca ancora metà del percorso.
La prima metà del percorso: misurare i consumi
La contabilizzazione dell’energia termica, cioè la misura o stima dei consumi, è disciplinata dall’art. 9 del D.Lgs. 102/14, aggiornato con il D.Lgs. 73/20. Questa norma ha imposto l’installazione di contatori di calore o ripartitori negli appartamenti e negli edifici polifunzionali, ove tecnicamente possibile. Il risultato è che i cittadini si sono trovati in casa strumenti che forniscono dati per lo più poco comprensibili: i contatori di calore restituiscono kWh, i ripartitori unità di ripartizione (UR), termini tecnici che non comunicano nulla all’utenza finale. A distanza di oltre dieci anni, molti hanno dovuto sostituire i contatori per l’esaurimento delle batterie, con costi spesso percepiti come un ulteriore onere.
Secondo Eurostat, il 2011 ha segnato il massimo storico dei consumi domestici europei, con 11 milioni di terajoule. I consumi sono in calo, ma restano lontani dagli obiettivi di decarbonizzazione dell’Unione Europea: nel 2023 quasi l’80% dei consumi nelle case era attribuito al calore, tra climatizzazione invernale e produzione di acqua calda sanitaria. Dati che mostrano quanto sia ancora distante l’obiettivo “efficienza energetica al primo posto”, richiamato 45 volte nella EED e oggetto specifico dell’art. 3.
Anche il metodo di ripartizione spese secondo la norma UNI 10200, per quanto necessario, non semplifica la lettura dei dati da parte degli utenti. Le bollette tradizionali, inoltre, sono pensate più per comunicare l’importo da pagare che per stimolare un consumo più consapevole, dando scarso rilievo ai dati di consumo effettivo.
Verso la lettura da remoto: la scadenza del 2027
Parte della soluzione arriverà il primo gennaio 2027. La EED, rivista dal D.Lgs. 73/20, ha introdotto all’art. 9 i commi 5-bis e 5-ter, che stabiliscono l’obbligo di lettura da remoto per i sistemi di contabilizzazione individuale installati dopo il 25 ottobre 2020, con l’estensione a tutti i sistemi esistenti entro il 1° gennaio 2027. L’allegato 9 specifica inoltre che, per i contatori già leggibili da remoto, le informazioni su fatturazione e consumi devono essere fornite agli utenti finali almeno una volta al mese.
Su questo tema, l’Associazione ANIE CSI si era già espressa anni fa nel position paper “Idoneità dei sistemi di lettura da remoto dei consumi energetici”, affermando: “Riteniamo … che soltanto le tecnologie che usino sistemi AMR (Automatic Meter Reading) fissi per la lettura automatica con trasmissione dei dati a distanza attraverso internet (od altro mezzo trasmissivo informatico), possano essere considerate tecnologie applicabili per la lettura da remoto”.
Dati in tempo reale non bastano: serve consapevolezza
Avere i dati praticamente in tempo reale non è però sufficiente: occorre anche presentarli in una forma comprensibile, capace di motivare un cambiamento nelle abitudini di consumo. Su questo fronte si lavora anche con il contributo di ENEA e della psicologia comportamentale. Un aiuto arriverà dalla EPBD nella sua quarta versione, che introduce il nuovo indicatore di intelligenza degli edifici (SRI), previsto dall’art. 15 della direttiva, con un criterio dedicato proprio all’informazione degli occupanti.
Il percorso verso l’obiettivo emissioni zero richiede quindi tre passaggi: misurare o stimare i consumi di energia termica; trasmettere automaticamente i dati a un centro tramite sistemi AMR; analizzare e presentare i dati in modo chiaro e comprensibile agli occupanti, per indurli a comportamenti più virtuosi. In questo scenario, i sistemi BACS assumono un ruolo importante, aiutando l’utente ad adattare il funzionamento degli impianti tecnici per utilizzare solo l’energia necessaria, ottimizzando costi e impatto ambientale e sfruttando rinnovabili e accumuli. Il settore si sta così spostando dal sistema edificio-impianto al più ampio sistema edificio-impianto-occupante.
Il nuovo ruolo dell’installatore
Per gli installatori, la semplice contabilizzazione dell’energia termica non basta più: il mercato si sposta dalla mera installazione di ripartitori e contatori verso sistemi intelligenti di monitoraggio, trasmissione e gestione dei consumi. L’obbligo di lettura da remoto entro il 2027 rappresenta un’occasione professionale importante, perché richiederà l’adeguamento di milioni di dispositivi esistenti e l’implementazione di infrastrutture AMR. L’installatore dovrà garantire connettività, integrazione con piattaforme digitali e corretto funzionamento dell’intero sistema, acquisendo competenze in automazione degli edifici, gestione energetica e sistemi BACS almeno in classe B ai sensi della ISO 52120-1. Un’evoluzione che porta il professionista da esecutore di impianti a consulente dell’efficienza energetica.

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