L’edilizia lombarda si trova di fronte a una nuova fase di difficoltà, secondo CNA Lombardia: oltre 150mila imprese del settore delle costruzioni rischiano di essere esposte agli effetti dell’incertezza geopolitica internazionale. Costi dei materiali in aumento, tensioni internazionali e fine degli incentivi mettono le aziende lombarde davanti a uno scenario complesso nei prossimi mesi.
Dopo anni di crescita e capacità di adattamento, il comparto si trova oggi esposto a una combinazione di fattori che possono incidere sulla stabilità delle aziende: dall’aumento dei costi delle materie prime alle tensioni geopolitiche, fino alla maggiore difficoltà nel programmare investimenti e attività future. CNA Lombardia richiama l’attenzione sulla necessità di sostenere un settore importante per l’economia regionale, evitando che nuove pressioni sui costi e sull’approvvigionamento dei materiali possano compromettere la capacità produttiva delle imprese, in particolare delle micro e piccole realtà artigiane che costituiscono la componente principale della filiera.
I numeri dell’edilizia lombarda
In Lombardia operano oltre 150.000 imprese attive nel settore delle costruzioni e dell’edilizia, di cui circa 90.000 sono imprese artigiane e micro-PMI: un comparto che pesa per circa il 16% dell’intero tessuto imprenditoriale regionale e per circa il 40% del mondo artigiano. Nonostante il 2025 si sia chiuso con una crescita del volume d’affari del 3,7%, in rallentamento rispetto agli anni precedenti, la propensione agli investimenti è diminuita, passando dal 33% al 26% delle aziende, mentre il costo dei materiali resta uno dei fattori di maggiore impatto sul settore.
La ripresa del conflitto in Medio Oriente potrebbe aggravare una condizione già segnata da forte volatilità dei mercati, con possibili ripercussioni sui prezzi delle materie prime e sulla disponibilità di alcuni materiali chiave, in uno scenario che richiama quanto accaduto dopo l’inizio della guerra in Ucraina. Secondo ANCE, il bitume ha già registrato aumenti vicini al 50%, mentre materiali plastici come PVC e PEAD sono cresciuti del 30%, insieme ad altri prodotti fondamentali come l’acciaio.
Le voci di CNA Lombardia
“Il comparto delle costruzioni lombardo ha dimostrato negli ultimi anni una grande capacità di adattamento”, dichiara Giovanni Bozzini, presidente di CNA Lombardia. “Ma proprio perché parliamo di una filiera strategica, dobbiamo intervenire prima che le difficoltà diventino un problema strutturale per migliaia di imprese, soprattutto quelle artigiane e di piccole dimensioni. Le aziende oggi si trovano a operare in uno scenario dove molte variabili non dipendono dalla loro capacità imprenditoriale: oscillazioni dei prezzi, instabilità internazionale e maggiore difficoltà nel programmare gli investimenti. Serve garantire loro condizioni di lavoro più stabili e strumenti che permettano di affrontare questa fase con maggiore sicurezza”.
Per CNA Lombardia è necessario continuare a monitorare l’evoluzione dei costi delle materie prime e rafforzare gli strumenti a disposizione delle imprese, poiché gli attuali meccanismi di revisione dei prezzi possono risultare insufficienti quando gli aumenti derivano da eventi eccezionali e improvvisi.
“Purtroppo l’incertezza geopolitica si scarica direttamente sul costo delle materie prime e sui listini dei cantieri, con le riattivate crisi che hanno riacceso la fiammata sui costi energetici e sui trasporti marittimi”, afferma Antonio Dinuzzi, presidente di CNA Lombardia Costruzioni. “Per le nostre imprese significa aumenti continui e imprevedibili dei materiali, dall’acciaio ai prodotti chimici per l’edilizia, fino ai materiali isolanti e all’impiantistica, oltre a difficoltà nel reperimento delle forniture. Una piccola impresa non ha i margini per assorbire extracosti del 15-20% da un mese all’altro, né può permettersi di bloccare un cantiere per tre mesi in attesa di un componente. A questo si aggiunge un PNRR che ha rappresentato una grande occasione per le opere pubbliche, ma solo in parte per le micro e piccole imprese artigiane, penalizzate da burocrazia e bandi poco accessibili. Ora servono misure strutturali per accompagnare il settore oltre la fine dei fondi, incentivi stabili per la transizione ecologica e procedure più semplici, affinché anche il Piano Casa e le misure regionali per l’housing sociale possano valorizzare davvero il ruolo delle PMI e delle imprese del territorio”.
Stefano Binda, segretario di CNA Lombardia, conclude: “Le imprese hanno bisogno di certezze e di una visione di medio-lungo periodo. L’edilizia non è soltanto un settore economico, ma una componente essenziale dello sviluppo dei territori, della riqualificazione del patrimonio immobiliare e della realizzazione delle infrastrutture. Per questo è fondamentale un confronto costante tra istituzioni e rappresentanze imprenditoriali, con l’obiettivo di individuare misure concrete che sostengano la liquidità delle aziende, favoriscano gli investimenti e accompagnino il comparto nelle trasformazioni che lo attendono”.

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