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Caleffi XF: filtrazione evoluta per la protezione degli impianti a pompa di calore

La filtrazione per impianti a pompa di calore è oggi un tema centrale per garantire efficienza, continuità di esercizio e tutela dei componenti. La diffusione di pompe di calore e caldaie a condensazione di nuova generazione sta infatti cambiando il profilo degli impianti, rendendo sempre più importante il controllo della qualità del fluido termovettore.

Fanghi, residui ferrosi e magnetite sono tra le impurità più frequenti nei circuiti idraulici. Se non intercettati, possono ostacolare circolatori, scambiatori e organi di regolazione, con conseguenze già nelle prime fasi di funzionamento. Per questo il trattamento dell’acqua tecnica non riguarda solo la manutenzione, ma anche la corretta messa in servizio dell’impianto e la sua conservazione nel tempo.

In questo contesto si inserisce Caleffi XF, filtro defangatore magnetico autopulente semiautomatico sviluppato da Caleffi per applicazioni in impianti di riscaldamento e raffrescamento, con un impiego indicato in modo particolare nei sistemi a pompa di calore. Il dispositivo unisce in un solo corpo più funzioni di trattamento, con l’obiettivo di separare le impurità fin dal primo passaggio e di mantenere nel tempo una protezione continua del generatore e degli altri dispositivi del circuito.

Il funzionamento si articola in tre fasi. Nella prima, l’acqua entra nel dispositivo e incontra un elemento interno con superfici reticolari disposte a raggiera: qui le impurità più grossolane vengono separate e convogliate nella parte inferiore del corpo. Nella seconda fase intervengono i magneti collocati sull’asta centrale, che trattengono i residui ferrosi e la magnetite. Nella terza, il fluido attraversa la maglia filtrante in uscita, con luce di passaggio di 160 micron, che blocca meccanicamente le impurità residue.

La combinazione tra elemento reticolare interno, separazione magnetica e filtro finale consente quindi di svolgere, in uno spazio compatto, un’azione integrata di defangazione e filtrazione. È questo uno degli aspetti che distinguono il prodotto nelle applicazioni dedicate a generatori sensibili alla qualità dell’acqua, dove la continuità della filtrazione per impianti a pompa di calore incide sulla stabilità di esercizio e sulla tutela dei componenti più esposti.

Un altro punto di interesse per installatori e manutentori riguarda la pulizia della maglia filtrante. Caleffi XF adotta infatti un sistema semiautomatico con spazzole interne: ruotando la manopola superiore, si aziona il meccanismo che pulisce la superficie filtrante e favorisce la precipitazione dei residui sul fondo. L’operazione avviene senza smontare il dispositivo, con un vantaggio pratico nelle attività di servizio e con tempi più contenuti nelle operazioni periodiche.

Dal punto di vista installativo, il dispositivo è orientabile e può quindi essere montato su tubazioni sia orizzontali sia verticali, mantenendo invariate le caratteristiche funzionali e fluidodinamiche. La gamma comprende misure da 3/4” a 2”; nelle versioni DN 40 e DN 50 è presente un by-pass che consente di parzializzare la portata e di ottenere un Kv più elevato nella fase di mantenimento, dopo il periodo iniziale di filtrazione completa.

Le specifiche tecniche indicano impiego con acqua e soluzioni glicolate, con percentuale massima di glicole al 30 per cento, pressione massima di esercizio di 3 bar e temperatura di esercizio compresa tra 0 e 90 °C. Il corpo è in tecnopolimero, materiale scelto per l’uso in applicazioni impiantistiche di riscaldamento e raffrescamento.

Caleffi XF ha ricevuto il Design Plus Award by ISH 2023, gli Iconic Awards 2023: Innovative Architecture by German Design Council e il riconoscimento MCE Excellence Awards 2024 – Efficiency & Innovation for Transition Goals. Premi che si affiancano a un’impostazione progettuale rivolta a coniugare tutela dell’impianto, semplicità di manutenzione ed efficienza energetica nel normale esercizio.

Tre aspetti da considerare in impianti con pompa di calore

Negli impianti con pompa di calore, la qualità del fluido termovettore va osservata fin dalla messa in servizio. Fanghi, particelle ferrose e magnetite possono infatti compromettere circolatori, scambiatori e organi di regolazione, con ricadute sul rendimento e sulla continuità di esercizio. Un filtro defangatore che interviene già al primo passaggio aiuta a limitare questi fenomeni. Un secondo elemento riguarda la manutenzione: la possibilità di pulire la maglia filtrante senza smontare il dispositivo semplifica il lavoro sul campo e riduce i tempi di intervento. Terzo punto, la flessibilità installativa. In centrali termiche e vani tecnici con spazi condizionati, la presenza di attacchi orientabili e, nelle taglie maggiori, del by-pass, offre al professionista una gestione più adatta delle diverse configurazioni impiantistiche.